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pannelli a fine vitaL'energia 'combattiva' del Cobat ha fatto irruzione negli stand e nei padiglioni del Solar Expo con la sua originale campagna "call for entry", volta a sensibilizzare tutti gli ospiti e visitatori in Fiera verso un corretto recupero nei moduli fotovoltaici giunti a fine vita.

Già perché da circa 1 mese bisogna adempiere agli obblighi previsti dal recepimento della direttiva RAEE dell'UE (2012/19/UE), sulla base del concetto di "Responsabilità estesa del Produttore".

In pratica, chi mette a consumo un problema, se ne deve assumere le responsabilità. Cosa cambia per il riciclo dei pannelli a fine vita? Lo abbiamo chiesto al Direttore Generale Michele Zilla a margine del convegno in cui è stato presentato l'11° Rapporto "Gli italiani e il solare".

"In realtà cambia tutto perché fino a ieri i produttori di pannelli fotovoltaici non avevano responsabilità, se non per quei modelli legati al contributo energetico quarto e quinto Conto Energia. In pratica, ogni volta che un produttore vende un nuovo modulo ne garantisce il ciclo di vita", spiega Zilla a GreenBiz.it.

Che fine faranno, quindi, gli impianti fotovoltaici italiani una volta dismessi? In Italia in circa 10 anni sono stati installati circa 90 milioni di pannelli. Ma di questi soltanto 12 milioni sono garantiti per un corretto riciclo. Nel marzo 2013, infatti, il Gestore dei Servizi Energetici ha reso noto l'elenco dei Sistemi/Consorzi risultati idonei per lo smaltimento dei moduli fotovoltaici a fine vita degli impianti del IV e V Conto Energia.