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solarexpo2Terza e ultima giornata di Solarexpo-The Innovation Cloud. Le prime due giornate dell'edizione 2014 hanno registrato una elevata presenza di visitatori e un riscontro positivo da parte degli espositori presenti.

Ma a tenere banco in fiera è stato il ridimensionamento dell'evento, così come di tutto il comparto rinnovabili e fotovoltaico, oggetto di discussione e di analisi degli operatori anche nei diversi convegni, workshop e appuntamenti. Qualcuno, a voce bassa e con un pizzico di pessimismo, parla addirittura di "atmosfera funerea".

Ma quello che si respira nell'aria passando tra i gli stand del padiglione numero 6 di Milano Fiera, Rho, è una convinta e ferma voglia di ripartire proprio da qui. Chi è "sopravvisuto" ha scelto di mostrarlo proprio con la sua presenza a questa manifestazione, che si conferma, nonostante tutto, ancora un punto di riferimento capace di rappresentare il settore.

Un settore che non parla più di incentivi, almeno per quanto riguarda il fotovoltaico, ma chiede, invece, un quadro di regole certe, che non sia sovvertito come è accaduto negli ultimi tempi, e che non sia modificato con misure retroattive. Che non sia oggetto di operazioni sconsiderate che minano la credibilità del nostro sitema Paese agli occhi degli investitori esteri.

Come il cosiddetto nuovo spalma incentivi. Come avevamo anticipato, su questo punto si sta lavorando silenziosamente, mentre il Viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, restio a parlare del provvedimento, spiega che nulla è ancora deciso. E annuncia (finalmente) l'atteso e dovuto confronto con tutte le parti coinvolte, operatori e associazioni del settore comprese.

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Queste considerazioni sono emerse, in particolare, nell'evento di apertura, "Agenda energetica per il futuro del Paese: decarbonizzazione dell'economia, competitività, manifatturiero avanzato".

"Se avessimo amministrato meglio negli anni passati l'incentivazione alle rinnovabili oggi sarebbe più facile gestire la situazione", ha esordito De Vincenti, spiegando che in Italia c'è un problema economico e di politica industriale molto rilevante legato al fatto che alcune regole del passato erano sbagliate. "Quando non ci sono buone regole, queste prima o poi le devi cambiare e ciò non vale solo per le rinnovabili. Va messo sul piatto della bilancia il cambiamento delle regole con i suoi costi", ha aggiunto.

Il riferimento del viceministro va, ad esempio, al decreto Salva Alcoa. Parliamo di 3,3 GW di impianti FV incentivati con il secondo energia, quando oramai era in vigore il quarto con tariffe nettamente inferiori. Poi, l'ennesima stoccata ai numerosi imprenditori green presenti in sala: "questo provvedimento prevedeva sì un cambiamento delle regole, ma verso l'alto, e a quel tempo non ho sentito criticare questa scelta".

Nonostante tutto, inizia oggi una nuova fase di crescita. Anche se le cose da fare sono ancora molte. D'altronde, come rivela l'Irex Monitor 2014 di Althesys, le rinnovabili in Italia continuano a rappresentare l'oggetto della quasi totalità di nuovi investimenti.

Il futuro, nonostante tutto, appare brillante per l'unico settore in grado di creare imprese e occupazione. Purché non venga ulteriormente ostacolato. E si inizi a parlare di prospettive e provvedimenti per lo sviluppo, invece che solo di tagli retroattivi.

La ricetta per i decisori politici che viene da Solarexpo prevede stabilità del quadro normativo, semplificazione delle procedure autorizzative degli impianti e per l'accesso alla rete elettrica, assicurazioni per gli investitori stranieri, garanzie concrete sulle politiche energetiche di medio periodo per dare certezze agli investimenti rivolti al mercato interno.

Leggi il nostro SPECIALE SOLAREXPO-THE INNOVATION CLOUD 2014

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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