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irex rinnovabili 2014 solarexpoSecondo il report Irex Monitor 2014 di Althesys il momento di crisi delle rinnovabili sta per finire. Ma il mercato sarà molto più concentrato e, soprattutto, internalizzato. L'Italia rischia di diventare marginale?

Presentato al Solarexpo 2014 di Milano, l'Irex Report per la versione 2014 ha preso in considerazione "359 tra decisioni d’investimento, fusioni e acquisizioni, accordi di cooperazione e altre operazioni societarie condotte dalle 50 protagoniste del settore mondiale delle rinnovabili nel 2012 e nella prima metà del 2013". Si tratta, in pratica, di una precisa fotografia del mercato dell'energia aggiornata a dicembre 2013.

Un mercato formato e giocato sia dalle grandi utility che da piccoli e medi protagonisti, con azione più o meno locale. Ciò che emerge dallo studio è che le rinnovabili rappresentano il 44% delle nuove installazioni di potenza elettrica nel mondo, sia nel 2012 che nel 2013. Questa percentuale sala alla quasi totalità in alcune nazioni come l'Italia.

A livello globale, invece, il 45,1% della nuova potenza rinnovabile proviene da eolico onshore e il 50% delle fusioni e acquisizioni ha riguardato il solare. Ciò vuol dire che questo settore si sta riorganizzando e, in buona parte, concentrando in pochi soggetti di dimensioni maggiori che in passato. Il 29,3% della nuova capacità elettrica rinnovabile, invece, è stata installata in paesi emergenti.

"I principali trend - spiega Alessandro Marengoni, CEO di Althesys e leader del team di ricerca - sono stati la riorganizzazione e concentrazione del mercato, l'internazionalizzazione, la razionalizzazione delle attività e il taglio dei costi". Tutto questo per ottenere una maggiore efficienza produttiva,ridurre la sovracapacità degli scorsi anni e per iniziare ad aggredire i mercati emergenti che, come già detto, ormai rappresentano quasi un terzo del totale globale. Una fetta non più sottovalutabile.

L'Irex report mette in luce anche una cosa estremamente interessante sul modello di business dei produttori di fotovoltaico: le aziende occidentali spendono il 12,6% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo, mentre quelle orientali si fermano a circa un terzo, cioè al 4,5%. Il fotovoltaico, quindi, resta un settore trainato dall'innovazione tecnologica (persino il 4,5% del fatturato è una cifra molto più alta di quanto si spende in ricerca nella stragrande maggioranza degli altri settori dell'economia globale) e tale innovazione è soprattutto occidentale. Se e quanto questo, in futuro, pagherà è ancora da vedere.

Altro dato che emerge è lo spostamento geografico delle installazioni: l'Europa declina e inizia a cedere lo scettro delle installazioni ad altri paesi, Cina in primis e paesi emergenti. L'Italia, quindi, non è più una stella nel firmamento delle rinnovabili.

Peppe Croce

Leggi il nostro SPECIALE SOLAREXPO-THE INNOVATION CLOUD 2014

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