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solare termodinamico allarme 0Burocrazia, lungaggini nelle autorizzazioni e problemi di accettabilità sociale dei nuovi progetti rischiano di far uscire le aziende italiane del solare termodinamico dal mercato internazionale, tagliandole fuori dalle grandi iniziative che, secondo le previsioni, verranno realizzate nei prossimi anni in diverse aree del mondo. È questo l'allarme lanciato da Anest, l'Associazione nazionale energia solare termodinamica.

Nonostante l'Italia sia tra i Paesi che per primi hanno lavorato e sviluppato la tecnologia solare termodinamica, le aziende italiane stanno correndo il rischio concreto di restare escluse dai grandi progetti, dato che sul territorio della Penisola non esistono, ad oggi, esempi di impianti solari termodinamici collegati alla rete e in produzione.

L'esistenza di impianti attivi è infatti indispensabile per mostrare ai futuri investitori il know-how e le competenze delle aziende: ogni investitore, prima di riversare risorse in un progetto vuole visionare degli esempi, in modo da poter valutare i progetti e e scegliere il fornitore migliore e più competitivo.

Secondo l'Anest, nei prossimi anni sono previsti importanti investimenti, in particolare in Medio Oriente, nella Penisola Arabica e in gran parte del continente Africano, per lo sviluppo di impianti solari termodinamici. Ma, al momento, le aziende italiane del settore non possono mostrare nessun impianto funzionante (al di fuori di due o tre impianti dimostrativi), in grado di misurare la loro qualità e affidabilità.

Da qui discende il rischio concreto che, alle gare internazionali che saranno bandite in futuro, partecipino solamente aziende di altri Paesi, dove impianti con tecnologie simili sono in funzione ormai da diversi anni. Basti pensare alla Spagna, che ha oltre 50 impianti per più di 2 Gw.

D'altra parte, afferma l'Anest, gli impianti portano ricchezza e occupazione nei territori in cui vengono costruiti: un progetto da 50 Mw occupa circa 2.000 persone nella fase costruttiva e circa 50 nella fase di esercizio (almeno 25 anni), escludendo l'indotto. Nonostante questo, tra lungaggini e inefficienze burocratiche e l'opposizione delle comunità locali, spesso basata su malumori, timori infondati, informazioni incomplete e "miti" da sfatare, fino ad oggi non è stato possibile costruire alcuna centrale in Italia.

Queste e altre tematiche collegate al settore del solare termico sono state affrontate il 7 maggio a Solarexpo nel corso del convegno "Solare termodinamico, una ricchezza per il Paese: quali gli ostacoli?" organizzato da Anest in collaborazione con ESTELA, European Solar Thermal Electricity Association.

Lisa Vagnozzi

Leggi il nostro SPECIALE SOLAREXPO-THE INNOVATION CLOUD 2014

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