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sistri sacco 450x300Sistri. Siamo agli sgoccioli: manca poco – un mesetto circa – e poi il famigerato sistema di tracciabilità dei rifiuti entrerà in vigore, almeno per imprese ed enti con più di 10 dipendenti, produttori di rifiuti pericolosi, oltre che per trasportatori, intermediari e gestori di impianti che recuperano o smaltiscono i loro rifiuti. Ma ancora prevale l’incertezza.

IL MISE AL LAVORO – Il Sistri partirà, finalmente. O così almeno sembra, visto che per ora l’unica notizia certa è che il ministero per lo Sviluppo economico sta lavorando per apportare le ennesime modifiche al sistema, allo scopo di migliorarlo e renderne l’utilizzo più agevole per gli addetti ai lavori. Inutile ripetere che, fin dall’inizio, per le aziende il nuovo sistema di tracciabilità telematico dei rifiuti si è rivelato più una seccatura che un vantaggio. Dal 2009, quando è stato pensato, infatti, non si è ancora giunti all’avvio effettivo e le proroghe si sono susseguite una dopo l’altra, così come le proteste e le lamentele dei futuri utilizzatori. Secondo le previsioni, in ogni caso, il Sistri andrà a sostituire registri cartacei e Mud, in modo appunto da tracciare i vari spostamenti dei rifiuti pericolosi e speciali e - fine ultimo, secondo i buoni propositi al momento della sua nascita – arginare i fenomeni illeciti e tutti quegli atti criminali di soggetti che hanno come business proprio quello dei rifiuti.

IL SISTRI OGGI IN CDM - Proprio oggi pomeriggio il CdM valuterà anche la semplificazione del Sistri, inserita nel provvedimento che riunisce le novità destinate alle p.a., un decreto di una decina di articoli tutti orientati alla "razionalizzazione". Nel caso specifico del Sistri - che dovrebbe essere menzionato all'art.11 del decreto - la razionalizzazione si tradurrebbe in primis in un taglio dei costi, pecca tra le più gravi imputate da sempre al sistema.

UN BREVE RIEPILOGO DELLE SCADENZE – A che punto siamo? È evidente, dopo mesi dalla sua nascita si lavora ancora per mettere a punto il sistema, mentre le imprese devono vedersela con i malfunzionamenti e la poca chiarezza. A questo proposito, citiamo una vicenda segnalata sul Forum delle imprese, spesso sede di polemiche e malumori: pare infatti che il sistema risponda con un messaggio di errore nonostante i dati inseriti siano corretti, un piccolo intoppo che però semina ulteriori dubbi negli utenti, non sempre esperti informatici né abili utilizzatori del computer.

Se diamo un'occhiata alle scadenze vere e proprie, come abbiamo già detto, il sistema partirà il prossimo 1° ottobre per imprese ed enti con più di 10 dipendenti che producono rifiuti pericolosi, per i trasportatori, gli intermediari e tutti i gestori di impianti che ne recuperano o smaltiscono i rifiuti. Iscriversi al Sistri è un obbligo anche per chi produce rifiuti di questo tipo occasionalmente: anche questi soggetti dovranno quindi munirsi di chiavette Usb per operare rispettando la procedura digitale imposta. Il passaggio ufficiale al nuovo sistema scatta poi per tutti gli altri soggetti iscritti dal 3 marzo 2014. Ma in questo caso, come ormai siamo abituati a ricordare, resta una condizione: il Sistri partirà soltanto se il governo non deciderà di scegliere una delle vie possibili, ipotizzata negli scorsi mesi, vale a dire quella di limitare l’obbligo di utilizzo del sistema a produttori e gestori di rifiuti pericolosi.

Anna Tita Gallo

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