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sistriDovremmo aspettare venerdì prossimo per sapere come andrà a finire la vicenda Sistri. Per ora quello che emerge da alcune indiscrezioni giunte dal ministero dell’Ambiente, e riprese dalla stampa nazionale, è che la partenza del sistema per la tracciabilità dei rifiuti partirà a scaglioni e che venerdì prossimo verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto con la proroga “parziale”.

Sembra infatti che il via ufficiale, previsto per il primo ottobre prossimo, riguarderà infatti solo le imprese che in quella data saranno già in possesso del dispositivo elettronico (chiavetta usb) che abbinato alle black box dei mezzi abilitati al trasporto, consentirà una gestione istantanea dei movimenti. Queste aziende saranno dunque tenute alla registrazione digitale, mentre tutte quelle ancora non in possesso della chiave Usb probabilmente avranno una proroga, che potrebbe essere di volta in volta decisa a seconda dei casi e che comunque non dovrebbe superarre i 30/60 giorni. Pare infatti che l’ipotesi di prorogare l’avvio di tutto il sistema sia stata scartata dai tecnici del ministero dell’Ambiente anche per non innescare situazioni di difficile gestione.

La situazione è insomma ancora tutta da decidere. A monte ci sono i ritardi nella distribuzione delle chiavi Usb, in parte dovuti alla difficoltà di raggiungere tutti i destinatari, oltre a tutta una serie di inconveniente di natura "contabile". Intanto continuano a piovere critiche sull’intero sistema. Dopo Confindustria, ascoltata qualche giorno fa dalla commissione Territorio di palazzo Madama nell'ambito dell’esame dello schema di decreto che repecisce la direttiva comunitaria in materia di rifiuti (n. 250), è toccato ora ad Assosoftware (produttori di software gestionale e fiscale), in commissione Ambiente di Montecitorio, mettere in luce i punti oscuri del Sistri. Forti critiche sono piovute da Assosoftware sulla funzionalità delle procedure previste dal Sitri: dalla firma elettronica mista allo sconfinamento "gestionale" delle procedure Sistri, oltre all'aumento dei costi economici per le imprese. Secondo Assosoftware infatti il Sitri porterà con sè un aumento del 50% dei costi, e il ricorso a imprese straniere per smaltimenti abusivi.

A questo punto non rimane che aspettare venerdì per sapere come andrà a finire.

Rosamaria Freda

 

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