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sistriUn’audizione del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sul decreto legislativo in "Attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive" (n. 250) che prevede, tra l’altro, l’istituzione del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. È quanto ha chiesto la senatrice del Pd, Daniela Mazzuconi, intervenuta, in commissione Territorio di palazzo Madama, nell’ambito dell’esame del provvedimento firmato dal governo.

Sempre nella stessa sede il senatore Francesco Ferrante, sempre del Pd, ha chiesto al Parlamento di prendere atto di come il governo non sia stato in grado di svolgere tempestivamente le più elementari attività preparatorie in vista dell'attivazione Sistri, prevista per il prossimo primo ottobre. La data di partenza del sistema non potrà essere rispettata – ha detto Ferrante - in quanto la stragrande maggioranza dei soggetti tenuti ad iscriversi al nuovo sistema non ha ancora ricevuto le chiavette indispensabili per il funzionamento del Sistri.

Lo schema di decreto, riprende la Mazzuconi, introduce alcune novità su tematiche di indubbio rilievo ed interesse, dai sottoprodotti al combustibile derivato dai rifiuti (CDR) alla semplificazione dei percorsi autorizzativi, ma lo fa al di fuori di una riflessione complessiva sul ciclo dei rifiuti ed in particolare sull'aspetto decisivo dell'efficacia e dell'incisività dei controlli. Anche se è assolutamente condivisibile il principio per cui la fabbricazione di un prodotto deve prevedere il costo di smaltimento dello stesso prodotto, è necessario considerare con preoccupazione - continua la senatrice del'opposizione - la possibilità del prodursi di un effetto di traslazione ai danni del cittadino. Dopo aver rilevato che al momento non è dato comprendere quale sarà la sorte della tariffa di igiene ambientale (TIA) e della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), la Mazzuconi fa presente che il principio di sostenibilità economica può rivelarsi un'arma a doppio taglio, in quanto la storia italiana dimostra che esperienze virtuose di gestione del ciclo dei rifiuti sono state caratterizzate al loro inizio da risultati economici non positivi.

A prendere la parola è poi il senatore Roberto Della Seta (sempre Pd), che sottolinea come il recepimento della direttiva 2008/98/CE lasci aperte questioni che avrebbero dovuto trovare una risposta "nell'esercizio della delega correttiva del codice ambientale che il Ministro dell'ambiente per incapacità ed insipienza ha lasciato scadere alla fine del giugno scorso". Quanto allo schema di decreto all'esame della commissione, Della Seta ha aggiunto come sia necessario non disgiungere gli obiettivi della raccolta differenziata da quelli relativi al recupero e riciclo dei rifiuti. Tra le finalità di questa raccolta - ha continuato il parlamentare - non vi è soltanto il raggiungimento dell'equilibrio economico della stessa attività, ma anche quello di sviluppare comportamenti consapevoli da parte dei cittadini con riferimento alle loro abitudini di consumo.

Per conoscere come proseguirà la discussione dovremo aspettare la prossima seduta della commissione, che si terrà domani 28 settembre,

Rosamaria Freda

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