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rifiutiSi torna a parlare di Sistri, presentato ufficialmente ieri a Bologna e pronto a partire il primo ottobre prossimo, nonostante le numerose polemiche. Il sistema di tracciabilità dei rifiuti infatti sta suscitando non poche perplessità, sia relative al suo funzionamento che alla sua reale efficacia.

A dare il via alle polemiche è stata Confindustria, che in un’audizione di qualche giorno fa al Senato, ha espresso una serie di dubbi sull’opportunità di dare il via al sistema nonostante il clima di perplessità che regna. Dello stesso avviso anche il settore agricolo, in particolare la Conferderazione agricoltura italiana (Cia) che ascoltata dalla commissione Territorio di palazzo Madama (sempre nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo di recepimento di una direttiva comunitaria in materia di rifiuti), ha sottolineato come questo testo sia fortemente penalizzante per le imprese agricole soprattutto per gli onerosi adempimenti richiesti per lo smaltimento. In particolare, spiega la Cia in una nota, sarebbero tre i punti critici del testo: il mancato chiarimento dell’esonero dei piccoli produttori agricoli dall’obbligo di iscrizione al Sistri, la mancata semplificazione nella tenuta dei registri di carico e scarico e l’obbligo generalizzato, per tutti i produttori che trasportano i propri rifiuti per conferirli all’impianto di smaltimento, di iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali.

Sulla stessa linea si muove la Cna-Fifa, che associa oltre 35.000 imprese di autotrasporto, che già nei mesi scorsi aveva evidenziato l’eccessiva onerosità e l’aggravio di costi a carico delle imprese di trasporto. Ma, in una nota pubblicata qualche giorno fa, la Cna-Fifa si è spinta ancora oltre sottolineando “arroganza e approssimazione nei contenuti e soprattutto nei metodi con cui si è imposto questo provvedimento”. L’associazione ha poi chiesto alle istituzioni di venire incontro alle richieste del mondo dell’autotrasporto in modo da evitare che il comparto sia costretto a “sobbarcarsi pesantissimi aumenti di oneri e di procedure”.

Discorso condiviso anche dal Gruppo Ambiente Assosoftware Confindustria che ha addirittura chiesto di prorogare l'effettiva operativita' del Sistri, in modo da permettere anche alle aziende appesantite dal carico di una mole di formulari mensili di adeguarsi alla normativa.

Insomma al momento la situazione appare complicata anche in considerazione del fatto che a meno di una settimana dall’avvio del sistema sembra che nemmeno il 50 per cento delle imprese interessate abbia ricevuto i dispositivi USB necessari alla fase di avvio e al successivo funzionamento del sistema.

Rosamaria Freda

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