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investigatore 450Il gup di Napoli, alla fine del processo con rito abbreviato, ha condannato l'imprenditore Francesco Paolo Di Martino e i fratelli Maurizio e Sabatino Stornelli. Sabatino è l’ex ad di Selex management. L’indagine è quella sugli appalti truccati per il Sistri, che lo scorso anno ha portato all’arresto di altre 19 persone.

LE CONDANNE - 3 anni e 6 mesi a Di Martino, 2 anni a Maurizio Stornelli, 2 anni e 6 mesi per Sabatino Stornelli: sono queste le condanne emesse, a cui si aggiungono quelle per Erasmo Carrella, 8 mesi, Carlo Corti, 6 mesi, Ferdinando Ottone, 6 mesi. Assoluzione invece per Giuseppe Catena. Nel processo, la Selex Service Management si eracostituita parte civile; è stata liquidata una penale a suo favore.

L’INDAGINE – I meccanismi coinvolgevano anche il calcio, visto che Stornelli era presidente della Pescina Valle del Giovenco (così come Di Martino), società a cui arrivavano sponsorizzazioni varie sotto forma di contratti di forniture falsi. Un subappalto era anche stato affidato alla società Edilm Security di Di Martino. Il Sistri rientra nell’indagine perché è emerso un meccanismo di fatturazioni fasulle o gonfiate che coinvolgeva Selex e altre società, con vantaggi per gli Stornelli e per il loro entourage. In questo alcuni contratti di fornitura andavano appunto a tradursi in sponsorizzazioni per la società di calcio, con tangenti che viaggiavano anche grazie a società estere, situate in paradisi fiscali, e conti correnti cifrati.

IL SISTRI SOPRAVVIVERA’ ALLA BUFERA?Gli arresti degli ultimi mesi, compreso quello dell’ex presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, hanno minato alla base il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali. In effetti è paradossale: un sistema nato per contrastare gli illeciti, alla fine si è rivelato il mezzo perché altri illeciti venissero perpetrati. Resta il fatto che a novembre scadrà il contratto che unisce ministero dell’Ambiente e Selex.

Le software house hanno fatto ricorso contro entrambi i soggetti, intanto arriva l’esortazione dell’Anita, l’Associazione nazionale delle imprese di autotrasporto merci e logistica, che chiede al governo di prendere una decisione netta e definitiva intervenendo sulla materia nella fase di conversione del Decreto Competitività.

Il presidente di ANITA, Thomas Baumgartner, prende atto delle operazioni di semplificazione, ma puntualizza che “il Sistri è un sistema che utilizza dispositivi obsoleti e costosi, che non garantiscono la totale tracciabilità dei veicoli e presenta disfunzioni per le quali non sono bastati né gli interventi finora implementati né la riduzione della platea degli obbligati”. La soluzione: guardare all’Europa, creare un sistema moderno, “capace di interoperare con i sistemi satellitari già installati sui veicoli e di monitorare il ciclo dei rifiuti senza far perdere competitività alle imprese del nostro Paese”. Tutti devono operare con le stesse regole – ha aggiunto Baumgartner – quindi chiunque produca, gestisca o trasporti rifiuti pericolosi deve garantirne la tracciabilità indipendentemente dalla dimensione aziendale e dalla nazionalità.

Anna Tita Gallo

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