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sistri 450 300Sistri e fondi neri: un’inchiesta che va avanti da tempo, ma che ora si traduce nell’arresto dell’ex presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. L’accusa è quella di corruzione.

L’ARRESTO – A marzo l’arresto era stato rigettato perché il gip non aveva ritenuto sussistenti gli indizi di colpevolezza, stavolta invece è scattata l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Guarguaglini sarebbe alle spalle dei fondi neri destinati a sponsor politici.

LE ACCUSE – Al centro di tutto, una tangente da 800 mila euro, la cui esistenza spunta dalle dichiarazioni dei primi arrestati dell’inchiesta, che ha visto gli inquirenti concentrarsi su un giro di false fatturazioni (Sabatino Tornelli, ex ad di Selex Service Management parla, ad esempio, di consegne di denaro in borsoni da calcio). Tra i fornitori e il management, invece, la figura chiave che faceva di intermediario sarebbe Vincenzo Angeloni, lo stesso che avrebbe più volte riferito a Stornelli di malumori di Guarguaglini per i suoi comportamenti.

Maurizio Stornelli, fratello di Sabatino, invece, parla di operazioni finanziarie svizzere, in particolare di una a Lugano che avrebbe portato ad una liquidità immediata di 1-1,5 mld di euro, denaro chiesto da Angeloni per motivi vari tra cui “esigenze” di Guarguaglini (per “il settimo piano”, vale a dire quello dei vertici di Finmeccanica). In tutto questo si incastrano alcune società di calcio, in primis la Pescina Valle del Giovenco, come conferma una dichiarazione di Francesco Paolo Di Martino, imprenditore titolare di società cartiere, che afferma come Sabatino Stornelli gli abbia sollecitato un impegno economico nella società. I pagamenti diretti alla società sportiva sono parte degli accordi illeciti.

LA POLITICA – Anche la politica fa parte dei meccanismi scoperti dall’indagine. Pare che il denaro frutto delle false fatturazioni fosse destinato a partiti e politici di riferimento, tra cui compare il nome del segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, che risulta indagato per finanziamento illecito a Roma in relazione a quanto emerso dagli atti sul Sistri inviati da Napoli. Ma al momento Cesa smentisce.

INTANTO, SUL FRONTE OPERATIVO – Nel frattempo, il governo – sebbene si parli insistentemente di cancellazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti – continua l’opera di ritocco e semplificazione. E arrivano commenti positivi, come quello di Confartigianato e del suo presidente Giorgio Merletti, che dice:

Rinnoviamo l’apprezzamento per l’iniziativa del Ministro dell’Ambiente Galletti che ha recepito le nostre sollecitazioni e, nel Decreto 91/2014, ha disposto ulteriori semplificazioni in materia di Sistri, da attuare entro 60 giorni, con l’applicazione dell’interoperabilità e la sostituzione dei dispositivi Token Usb. Avevamo già apprezzato l’esclusione delle imprese fino a 10 dipendenti dall’applicazione del Sistri. Ora le nuove norme accolgono altre nostre richieste per semplificare un sistema che in questi anni ha mostrato enormi problemi di funzionamento e ha comportato ingenti costi per le imprese”.

Sembrerebbero esserci miglioramenti, dunque, ma sappiamo bene che per molti operatori non è così e che, nella pratica, il Sistri è ancora una grana più che un passo avanti verso la legalità.

Anna Tita Gallo

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