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australia vuoto a rendereVuoto a rendere e raccolta incentivante. L’Australia è pronta a dare una maggiore diffusione alle buone pratiche grazie al programma Cash For Containers, che prevede la consegna di piccoli imballaggi, come le bottiglie di plastica, presso appositi chioschi in cambio di bonus.

I cittadini che consegnano presso i chioschi bottiglie in PET o lattine in alluminio possono scegliere la propria ricompensa, che può passare da un rimborso in denaro ai biglietti dell’autobus.

Il potenziale dell’iniziativa è molto elevato rispetto all’obiettivo di ridurre gli accumuli di rifiuti lungo le strade delle più grandi città e il conseguente inquinamento delle coste e dei corsi d’acqua locali. Ma le aziende si oppongono al progetto.

Il premier australiano Mike Baird è deciso a supportare la diffusione della raccolta incentivante su larga scala per proteggere l’ambiente. L’iniziativa vuole essere governativa e pubblica, diffusa il più possibile nelle diverse regioni australiane.

Le stesse aziende sono invitate a partecipare per contribuire a ripulire spiagge, parchi e fiumi dai rifiuti. In Australia un rifiuto su tre è costituito da un contenitore per bevande, ma l’industria fino ad ora si è ferocemente opposta all’introduzione dei chioschi per la raccolta incentivante e per il vuoto a rendere, sostenendo che ciò porterebbe alla perdita di posti di lavoro.

Il sistema del vuoto a rendere, che prevede una piccola ricompensa per i consumatori, è la norma nei Paesi scandinavi, ma in Australia, così come in Italia, fatica a prendere piede, proprio a causa dell’opposizione da parte del mondo industriale. Il Governo australiano non rinuncia comunque ad invitare l’industria a partecipare alla realizzazione del progetto.

Baird ha richiesto una consulenza esterna contro gli allarmismi del settore. La consulenza ha assicurato che il sistema dei vuoti a rendere sarà redditizio ed efficiente. Il Governo vorrebbe installare dei cassonetti automatici per i rifiuti riciclabili in luoghi pubblici e nei centri di riciclaggio, nelle comunità e negli istituti.

La raccolta riguarderà vetro, plastica e lattine di varie dimensioni, quali imballaggi che vengono utilizzati soprattutto fuori casa. Ogni macchinario sarà in grado di contenere fino a 3000 lattine o bottiglie di plastica e non consentirà il conferimento di rifiuti non riciclabili.

Coca-Cola, Schweppes e Lion Nathan si oppongono ferocemente dal 2013 all’introduzione del sistema del vuoto a rendere in Australia. Lo scorso 23 dicembre Coca Cola avrebbe presentato una proposta alternativa, ritenuta troppo debole da Baird per ottenere un cambiamento delle abitudini in senso sostenibile. Il Governo è pronto a raggiungere l’obiettivo di riduzione dei rifiuti del 40% entro il 2016.

E in Italia? La proposta di introduzione del vuoto a rendere è stata presentata di recente da Stefano Vignaroli, deputato M5S, che proprio ieri ha ricevuto il premio Personaggio Ambiente 2014. Lo stesso Vignaroli sostiene che la proposta sul vuoto a rendere, di cui è il primo firmatario, possa apportare benefici indiscutibili se venisse approvata, ma allo stesso tempo ricorda gli interessi economici, in primis quelli della lobby petrolchimica, che purtroppo tendono a bloccarla.

L’ondata di cambiamento arriverà prima in Italia o in Australia?

Marta Albè

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