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anciconaiÈ stata finalmente raggiunta l'intesa tra Anci e Conai per la sottoscrizione dell'Accordo di Programma Quadro relativo al quinquennio che va dal 1° aprile 2014 al 31 marzo 2019. Scopo dell'accordo sarà stabilire l'entità delle cifre da riconoscere ai Comuni convenzionati per i “maggiori oneri” della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio.

COSA CAMBIA - Nella parte generale dell'Accordo Quadro è stata confermata la cosiddetta garanzia di ritiro universale da parte dei Consorzi di Filiera su tutto il territorio nazionale dei rifiuti di imballaggio conferiti al servizio pubblico di raccolta insieme agli obiettivi di riciclo e di recupero previsti dalla legge.

Tra le novità dell'Accordo Anci-Conai anche l'introduzione di una maggiore indicizzazione annuale dei corrispettivi e il rafforzamento del sostegno alle Amministrazioni Locali. Come? Attraverso l'incremento dell'impegno finanziario annuo del Conai destinato alle iniziative sul territorio di sviluppo della raccolta differenziata.

E i rifiuti di imballaggio in plastica? Le regole non cambiano. Il nuovo allegato tecnico infatti ha riportato le vecchie regole, prorogate fino al 30 giugno 2014. È stato inoltre già condiviso l’obiettivo economico: il nuovo allegato prevederà un incremento a partire dall'1 aprile 2014 dei corrispettivi pari al 10,6% rispetto a quelli riconosciuti nel 2013.

Spiega l'Anci, però, che “tale incremento, tenuto conto della mancata applicazione delle restrizioni delle fasce di qualità previste per il 2013 dall’accordo vigente, sale al 16,6% circa, in linea quindi con quello medio previsto per gli altri materiali”.

Una trattativa lunga e complessa quella che ha portato all'accordo, come testimonia l'ultimo appello lanciato a febbraio dal presidente dell'Anci Piero Fassino, da parte dell'Associazione Comuni Virtuosi e dell'ATOR Torinese. Allora Fassino aveva ribadito che l'accordo avrebbe dovuto tener conto delle reali esigenze dei Comuni, “che devono portare a casa risorse aggiuntive pari almeno a 150 milioni €/anno in più rispetto a quanto erogato loro complessivamente nel 2012, per coprire anche se ancora solo parzialmente, i costi reali che gli stessi sostengono per raccolta, trasporto e selezione di imballaggi”.

LE CRITICHE - Nel dibattito si era inserita anche l'Associazione Comuni Rinnovabili, con un dossier che aveva infiammato gli animi. Tra le varie proposte, quella la di aumentare il contributo ambientale a carico dei produttori di imballaggi, ossia il Cac, che secondo la legge “deve essere utilizzato prevalentemente per pagare i corrispettivi ai Comuni per i maggiori oneri della raccolta differenziata degli imballaggi che rappresentano il 21%" della spazzatura che si produce ogni anno in Italia”.

E alla vigilia del nuovo accordo, questo era stato il commento dell'Associazione: “La necessità di ridefinire in modo profondo e radicale l’Accordo nazionale Anci-Conai è dimostrato dal fatto che a partire dal 2011 i quantitativi conferiti dai Comuni nell’ambito dell’accordo quadro sono diminuiti mentre in precedenza erano sempre aumentati”.

E ancora: “Negli ultimi anni il valore di mercato dei materiali conferiti dai Comuni italiani al sistema Conai è arrivato a superare i 200 milioni di euro (anche se l’Antitrust ritiene che alcuni consorzi non abbiano cessato di conferire gratuitamente ai propri associati una parte consistente di quanto gestito). Questi introiti, secondo l’Antitrust, dovevano essere incassati dai Comuni italiani ed invece hanno determinato un enorme avanzo di bilancio del sistema Conai (nel 2011 erano già 317 milioni i fondi a riserva dei consorzi di filiera e del Conai)”.

Francesca Mancuso

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