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terra dei fuochi decretoVia libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge sulla Terra dei Fuochi. Per la prima volta lo Stato italiano si occupa del dramma che affligge la Campania, come ha sottolineato lo stesso Enrico Letta. La combustione dei rifiuti ora è reato. Nessuno potrà fingere di non sapere o di non aver visto ciò che è accaduto tra le province di Napoli e Caserta.

Il decreto legge verrà trasmesso immediatamente al Parlamento per l’approvazione. L’obiettivo principale consiste nella salvaguardia dell’ambiente e della salute, per affrontare l’emergenza rifiuti sotto ogni punto di vista. Si lavorerà anche per rilanciare la produzione sui territori interessati e per delineare le aree a rischio di contaminazione, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione di alimenti da destinare alla grande distribuzione e al consumo da parte dela popolazione locale.

La tutela dell’ambiente si unisce alla lotta alla criminalità organizzata, come ha affermato il ministro Andrea Orlando. Il provvedimento introduce un obbligo fondamentale. L’autorità giudiziaria dovrà informare direttamente gli amministratori locali sugli sversamenti illegali. Inoltre, vengono delineati parametri certi per determinare se un terreno possa essere considerato coltivabile. E difficilmente i terreni contaminati dai rifiuti lo potranno essere, almeno in base alla legge.

L’allarme rifiuti e inquinamento ha permesso al dramma della Terra dei Fuochi di trasformarsi da problema locale a caso nazionale, tanto da portare all’intervento dello Stato, nella speranza che le misure da intraprendere per la salvaguardia di ambiente e salute dei cittadini non risultino ormai tardive. Tutti i terreni, con particolare riferimento alle aree agricole, saranno controllati entro 150 giorni.

Legambiente, Libera e Fiom sono intervenute con una nota congiunta di commento al via libera del decreto. A loro parere, si tratta di un passo importante ma non risolutivo per risolvere la situazione della Campania, i cui territori sono stati progressivamente saccheggiati dall'ecomafia:

"Chiediamo al Governo che dopo l'introduzione del reato di combustione dei rifiuti con la stessa celerità si approvi l’introduzione dei delitti ambientali nel nostro codice penale. Una riforma di civiltà attesa da anni grazie alla quale, accanto al delitto già in vigore di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, diventerebbero finalmente legge quelli di inquinamento ambientale, frode in materia d’ambiente, danneggiamento delle risorse ambientali, alterazione del patrimonio naturale e di disastro ambientale, insieme all’obbligo di bonifica e, ove possibile, di ripristino dei luoghi compromessi, a carico del condannato".

Il provvedimento permetterà di affrontare l’emergenza bonifiche e di rafforzare l’azione di contrasto alle ecomafie e alla criminalità. Per le bonifiche, come ha sottolineato il ministro Nunzia De Girolamo, saranno messi a disposizione 600 milioni di euro da parte dello Stato, a cui si aggiungono 300 milioni già stanziati dalla Regione Campania. Ora si attende una mappatura dettagliata delle terre inquinate. Le istituzioni dovranno fare chiarezza sul livello di inquinamento reale nella Terra dei Fuochi. Solo grazie all’impegno comune e concreto potremo parlare presto di una reale svolta ambientale per la Campania.

Marta Albè

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