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pneumatici pfu 450Calcolare e migliorare l'impatto sul clima dei materiali prodotti dal riciclo e recupero di Pneumatici Fuori Uso. È questo l'obiettivo dell'accordo volontario di carbon footprint siglato da Ecopneus con il Ministero dell'Ambiente, per la definizione di un sistema specifico di misurazione, riduzione e neutralizzazione dell'impronta di carbonio di manufatti realizzati con gomma derivante dal riciclo e dal recupero degli Pneumatici Fuori Uso (PFU).

L'intesa, che si inserisce tra le iniziative di eccellenza della collaborazione pubblico-privato promosse dal Ministero dell'Ambiente nell'ambito del programma sulla valutazione dell'impronta ambientale, avrà una durata di 12 mesi e prevede l'individuazione di una serie di prodotti realizzati con materiale derivante da recupero e riciclo di PFU, oggetto dell'analisi dell'impronta di carbonio, ma anche l'analisi nelle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti individuati e possibili misure da attuare per ridurre le emissioni e neutralizzarle.

"Questo accordo volontario ha un valore particolare – ha affermato il Ministro Corrado Clini – non solamente perché la la società consortile è la prima tra gli attori del segmento dei rifiuti ad aderire al programma Carbon Footprint, ma anche perché il recupero degli pneumatici fuori uso e il loro riutilizzo sotto forma di materia e di energia dà un contributo importante al miglioramento dell'ambiente."

Per Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus, la società consortile "è impegnata da sempre in numerose attività di ricerca e di sperimentazione, volte alla massima valorizzazione dei PFU e a creare le condizioni idonee allo sviluppo in Italia di un moderno comparto industriale del riciclo di questi materiali. Crediamo fermamente che proprio l'utilizzo di materie prime seconde recuperate dal trattamento dei PFU in prodotti destinati a diversi settori industriali potrebbe essere il volano per lo sviluppo di un mercato "green" in Italia che utilizzi al meglio le materie provenienti da processi di recupero e riciclo".

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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