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Nuclear_stress_testDopo la diffusione da parte di Greenpeace della mappa che raccoglie e rende noti i risultati degli stress test sulla sicurezza condotti su 123 centrali nucleari europee, arriva la replica di Bruxelles, che parla di un "allarme prematuro". La nota associazione ambientalista aveva infatti nei giorni scorsi reso disponibile un documento di oltre 10mila pagine, che conteneva tutti i risultati e le analisi dei test sulla sicurezza richiesti dall'Ue dopo la tragedia di Fukushima, per indagare lo stato degli impianti nucleari presenti sul territorio comunitario.

Ebbene, i dati emersi da questi primi test erano decisamente preoccupanti e la stessa Greenpeace denunciava alcune lacune riscontrate nello svolgimento delle indagini, come la mancanza di trasparenza da parte di molti operatori, l'assenza di piani di evacuazione, il fatto che fossero state tralasciate ipotesi di incidenti invece probabili e che non fosse stata adeguatamente considerata l'età dei reattori.

Per questo non ha tardato ad arrivare anche la replica di Bruxelles che, attraverso le parole di Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all'Energia, spiega come sia prematuro parlare di dati allarmanti, dato che le analisi si riferiscono a rapporti presentati ad agosto: "Le centrali nucleari hanno dovuto fare un rapporto preliminare di valutazione il 15 agosto scorso e non hanno risposto a tutte le nostre domande, hanno semplicemente dato un'indicazione. Non parliamo di risultati di oggi, ma provvisori e di agosto".

La richiesta dell'Ue era infatti quella di pubblicare i risultati dei test entro il 31 ottobre, data dopo la quale verranno dunque resi noti i dati aggiornati. Seguirà poi un'ulteriore verifica, che si concluderà solo nel 2012: "Aspettiamo il rapporto conclusivo delle autorità nazionali - ha spiegato la portavoce - alla fine dell'anno. Poi segue una terza fase, quella della cosiddetta 'peer review', in cui gli esperti di altre autorità nazionali controlleranno i rapporti di altri paesi: se constatano che ci sono elementi che mancano o ci sono dubbi possono andare a visitare la centrale nucleare o domandare documenti mancanti. Solo dopo questa valutazione la Commissione Ue pubblicherà il rapporto finale, a giugno del 2012".

L'indagine voluta dalla commissione europea, ricordiamo, poneva l'accento sull'effettiva capacità degli impianti nucleari di superare eventi particolari, come terremoti, inondazioni, malfunzionamenti. Greenpeace chiede invece che vengano inseriti anche altri tipi di imprevisti, come ad esempio la caduta di un aereo sopra una centrale. I dati di molti paesi sono attualmente incompleti o superficiali e non rimane dunque che attendere gli aggiornamenti per sapere se le centrali nucleari che abbiamo attorno sono realmente sicure e in grado di far fronte a qualsiasi tipo di evento straordinario.

Eleonora Cresci

 

GreenBiz.it

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