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orlando ambientweL'ambiente è una priorità economica e sociale dell'azione di questo esecutivo, al pari delle misure per la qualità della democrazia e il funzionamento delle istituzioni. Pertanto, il tema dello sviluppo sostenibile non può essere inteso semplicemente come un'area o un settore della sua attività, o ancora come una semplice voce delle politiche di coesione buona per raggranellare finanziamenti europei. Lo spiega il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando, che ha rivelato le sue dichiarazioni programmatiche.

Sono i molti i punti su cui Orlando vuole puntare per raccogliere le sfide e le problematiche ambientali e rimetterle al centro della discussione politica, del dibattito pubblico, delle scelte fondamentali da compiere subito, "prima che sia troppo tardi, per ridefinire le basi del nostro consesso civile, prima ancora che del nostro sviluppo".

Per questo serve una nuova visione: "in questo quinquennio, si è definitivamente, e drammaticamente, infranta l'illusione ideologica che una crescita senza regole, un mercato selvaggio o in concorrenza sleale, una competitività irresponsabile, fondata sulla degradazione del lavoro, una produzione fondata sul consumo dissennato delle risorse e del suolo, avrebbero condotto a un benessere diffuso, a una moltiplicazione delle opportunità, a minore disoccupazione e minori disparità".

6 i paragrafi presentati, che riguardano rispettivamente: la crisi e la sostenibilità dello sviluppo: l'Ambiente priorità anticongiunturale e strategica; raggiungere obiettivi europei "20-20-20"; fuori dal tecnicismo e dalle emergenze. No a spacchettamenti; stop a diminuzione risorse e strumenti; no a blocco risorse per interventi urgenti. E su Twitter sono in molti a esprimere soddisfazione, da Legambiente a Realacci, chiedendo però di passare dalla teroia alla pratica:

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Roberta Ragni

GreenBiz.it

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