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Addio della Norvegia agli investimenti fossili. Gli appelli giunti da più parti al Parlamento norvegese hanno ottenuto gli effetti sperati e il paese ha formalmente approvato la decisione di chiudere gli investimenti in carbone del proprio fondo sovrano, il più grande del mondo.

Si parla infatti di una cifra molto alta, pari a 9 miliardi di dollari. Da tempo, il Fondo Sovrano trovava nuovi capitali grazie allo sfruttamento delle ricche risorse di petrolio e gas.

Un'incongruenza visto che la Norvegia è fortemente impegnata sul fronte di un accordo globale sul clima da una parte, dimostrando coi fatti che la transizione energetica è davvero possibile. Il paese infatti è stato uno dei primi al mondo ad essere alimentato completamente dalle rinnovabili.

Eppure finora è stato il più grande venditore di combustibili fossili. La decisione, presa dal Parlamento norvegese e perfezionata il 5 giugno scorso, colpisce 122 aziende in tutto il mondo e segna un nuovo successo nella lotta ai cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Tra esse anche la svedese Vattenfall e l'Enel, che saranno colpite dalla decisione relativa al carbone, così come altri 35 gruppi Usa tra cui Duke Energy.

La decisione di cedere i 9 miliardi del fondo norvegese in realtà è stata presa il 27 maggio, quando è stato raggiunto un accordo tra i partiti politici ma è stata formalmente approvata dal voto dei parlamentare venerdì. Svein Flaatten, del partito conservatore di governo, ha detto che gli investimenti del carbone costituivano un rischio non solo per il riscaldamento globale ma anche per l'economia.

Il fondo di investimenti più grande al mondo cederà le sue partecipazioni in società che generano oltre il 30 per cento della produzione o dei ricavi dal carbone.

La campagna di disinvestimento dai combustibili fossili ha cercato di convincere gli investitori a lasciare le azioni sulla base del fatto che le riserve attuali di carbone, petrolio e gas sono già diverse volte superiori a quello che potrebbe essere bruciato in modo sicuro.

"Questo è il più grande disinvestimento dal carbone cella storia e dovrebbe invitare altri investitori e paesi a fare altrettanto”, ha detto il numero uno di Greenpeace Norvegia, Truls Gulowsen.

La decisione della Norvegia di prendere posizione contro il carbone è un esempio per gli altri governi - e per gli investitori - sul passaggio da fonti energetiche inquinanti verso energia pulita e rinnovabile”, gli ha fatto eco il direttore di Greenpeace International Executive Kumi Naidoo.

La decisione della Norvegia dovrebbe scuotere gli animi anche durante la riunione del G7 in corso in Baviera, soprattutto dei maggiori emettitori del mondo presenti al vertice.

Un primo passo è stato fatto dal paese, ma non bisogna dimenticare che la Norvegia ha ancora numerosi interessi nella regione artica attraverso la perforazione petrolifera.

Francesca Mancuso

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