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immagineUn fallimento. Stanotte è stato raggiunto l'accordo sul Pacchetto Clima Energia #EU2030. Come purtroppo era stato ampiamente previsto fin dall'apertura dei lavori di ieri, l'Europa fallisce la chance di poter salvare il clima e la propria sicurezza energetica.

Nonostante la forte opposizione da parte di alcuni governi, i leader dell'UE hanno concordato tre obiettivi per la riduzione delle emissioni di carbonio, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica per il 2030. Ma sono troppo bassi e di fatto rallentano gli sforzi per liberare l'Europa da inquinamento e combustibili inquinanti e costosi.

È sfumata così, nell'indifferenza generale anche della politica italiana, l'opportunità storica di plasmare un futuro più intelligente, più equo e più sostenibile grazie alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica. Ci si è accontentati di una risposta deludente, che mantiene l'UE bloccata nella crisi energetica e climatica. Con grande gioia dell'industria dei combustibili fossili e dei suoi sostenitori.

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Oggi, quindi, è una giornata amara per chi sperava in un accordo migliore. L'amministratore delegato di Greenpeace UE, Mahi Sideridou, ha detto in una nota:

"La lotta globale contro il cambiamento climatico ha bisogno di un trattamento d'urto radicale, ma ciò che l'UE sta offrendo è al massimo un placebo. Le persone in tutta Europa vogliono energia pulita, ma i leader europei stanno mettendo fuori dalla porta il settore delle energie rinnovabili in forte espansione in Europa. L'Europa può e deve fare di più per fermare gli impatti devastanti del cambiamento climatico. Il nuovo presidente della Commissione Juncker e il suo team hanno detto che vogliono fare dell'Europa un leader nelle energie rinnovabili. Ora devono programmare una legislazione su clima ed energia a tenuta stagna. È importante che queste nuove leggi smettano di lasciare carta bianca alle compagnie energetiche sporche e inquinanti".

Oxfam UE ha esortato l'Europa a "rivedere" i suoi obiettivi climatici dopo quello che defenisce "un debole pacchetto per il clima". Natalia Alonso, vicederittore campagne di Oxfam, commenta:

"L'obiettivo di oggi di almeno il 40% di riduzione delle emissioni è il benvenuto, ma è solo un primo passo, troppo corto rispetto a ciò che l'Unione europea deve fare per avere un suo peso nella lotta contro il cambiamento climatico. Azioni insufficienti come questa da parte dei paesi più ricchi del mondo mette ancora più sotto pressione le persone più povere, che sono anche le più colpite dai cambiamenti climatici, ma anche le meno responsabile della causa di questa crisi. Lasciando la possibilità di aumentare l'obiettivo del 40% nell'ambito dei negoziati internazionali, i leader europei come la Merkel e Cameron hanno riconosciuto che quanto proposto è inadeguato".

Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo , ha detto che la decisione presa non è stata facile. L'ha definita "tempestiva", nel senso che porterà in ogni caso un "messaggio positivo" alla conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite a Parigi a dicembre 2015.

"Qualche parola sui tre principi che hanno guidato il nostro lavoro. In primo luogo, l'equità: ogni paese contribuisce, secondo la loro prosperità e capacità. In secondo luogo, la solidarietà: con supporto supplementare per
paesi a basso reddito, sia attraverso obiettivi adeguati e attraverso ulteriori fondi per aiutarli a recuperare il ritardo nella loro transizione verso l'energia pulita. In terzo luogo, parsimonia: il denaro dovrebbe essere speso in un modo più efficace, partendo da una prospettiva di livello europeo", commenta in una nota.

Roberta Ragni

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