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italo treno 450Ntv, potrebbe essere avviata la procedura per la messa in mobilità di 300 dipendenti, circa il 30%. La scommessa contro il monopolio di Trenitalia sembra destinata alla fine, intanto scoppia la polemica su Twitter, che coinvolge anche Maurizio Gasparri. E Ntv compra pagine sui quotidiani.

I TAGLI – Considerando che sono già vigenti contratti di solidarietà, la mobilità per i 300 dipendenti fa pensare ad un licenziamento imminente. La società di Luca di Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone, che hanno lavorato con la Alstom per mettere in moto Italo, ha fatto registrare fino a 156 mln di perdite in 2 anni, con un debito totale di 781 mln di euro e un capitale ridottosi di ben un terzo nel solo primo trimestre del 2014. I passeggeri sono aumentati, il fatturato anche, ma non basta.

DITO PUNTATO CONTRO LE ISTITUZIONI – Per Ntv il problema è stata la guerra dei prezzi generata da Trenitalia, contro cui è stato presentato un ricorso all'Antitrust. Inoltre, non esiste un'Authority di settore – dicono – e il decreto competitività è stato il colpo finale, con l’aumento delle tariffe elettriche, un costo in più. Addio al regime tariffario agevolato, costi in salita di 15-20 milioni all'anno dal 2015, per un’azienda che versa 120 mln all’anno per accedere alla rete. Il dito è stato puntato subito da Della Valle contro il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, poi la polemica si è accesa anche su Twitter.

LA POLEMICA ONLINE – Su Twitter il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha scritto: "Siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti venduti da Ntv". Replica secca di Ntv: "Sono messaggi che appartengono a una vecchia politica, portatrice di valori superati e di quella cultura del monopolio che al bene del Paese, alla concorrenza e ai benefici di un mercato aperto, preferisce, contro i cittadini, il punitivo ritorno al mercato protetto. Un triste modo di fare politica". E scatta la querela, mentre l'hahstag #tristegasparri conquista il social dell'uccelino:

LA LETTERA SUI QUOTIDIANI – La mossa successiva di Ntv è stato l’acquisto di spazi pubblicitari sui quotidiani nazionali, dove è comparsa una lettera. “Il presidente del Consiglio e i viaggiatori devono sapere”, si legge, e segue un appello al premier Matteo Renzi e ai ministri perché si rispettino l’imparzialità e il libero mercato.

Fin da quando Ntv ha avviato l’attività è cominciata una strumentale battaglia con ogni mezzo contro la concorrenza, con ostruzionismi di ogni tipo, che ci hanno costretto a superare continui ostacoli”, continua la lettera, in cui Ntv chiama in causa il mondo politico, “che con il monopolio spesso condivide privilegi e reciproci favori, non è mai intervenuto per tutelare il rispetto delle regole”.

Anna Tita Gallo

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