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biogas btsBTS Biogas, azienda di Brunico (Südtirol) operante nel settore del biogas, ha chiamato a raccolta i maggiori esponenti del settore per INFO BIOGAS. Molti i temi affrontati durante il tradizionale evento, giunto ormai alla decima edizione evento.

L´appuntamento, che ha visto la partecipazione di oltre 250 persone, si è confermato non solo come punto di riferimento per gli esperti, ma anche come un´occasione preziosa per affrontare temi che spaziano dal contesto normativo all'efficienza biologica, passando per il biometano, con un'analisi delle principali novità e i trend che coinvolgono il settore del biogas.

Quali sono, allora, gli scenari del biogas nel futuro prossimo?

Federico Cona, Sale Manager Bts Biogas. "Sicuramente si procederà con piccoli impianti alimentati quasi esclusivamente a sottoprodotti, dai 100 ai 300 kilowatt. In futuro ci sarà un'ottimizzazione delle produzioni, spingendo il pretrattamento delle matrici esistenti organiche per utilizzare i volumi già presenti in azienda. Anche l'implementazione con essicatoio, unica macchina che consente di usare calore a pieno, può essere importante. In questo modo si valorizza il digestato come fertilizzante e si utilizza il calore".

Andrea Formigoni, professore ordinario dell'Università di Bologna. "La sostenibilità sarà sempre più collegata al miglioramento della gestione biologica degli impianti e delle matrici utilizzate per produrre biogas. In futuro avranno un costo più elevato e l'economicità degli impianti dovrà basarsi su una maggiore efficienza. C'è necessità di ottimizzare la gestione dei processi biologici e conoscere i mezzi per alimentare le rese. C'è molto lavoro da fare in questa direzione".

Pietro Gattoni, Presidente CIB - Consorzio Italiano. "Oggi stiamo parlando di un settore che va da una fase di grossa crescita e sviluppo a una fase che necessariamente è di consolidamento. Quello che noi ripetiamo al legislatore è che le nuove iniziative tecnologiche, come il lancio della digestione anaerobica in Italia, hanno bisogno di orizzonti temporali di programmazioni importanti, per far sì che si sviluppi un'opportunità non solo per i produttori, ma anche per l'industria nazionale. Attualmente le due linee direttrice che sta prendendo la digestione anaerobica sono orientate verso lo sviluppo di impianti di piccole e medie dimensioni legati alle imprese zootecniche, e la novità introdotta con il decreto sul biometano recentemente approvato. Ora c'è la possibilità di inserire il metano in rete".

Marco Mezzadri, consulente tecnico biogas/biometano AIEL. "Gli scenari probabilmente sono due e rappresentano due segmentazioni forti del mercato. In primis, ci sarà un'evoluzione del biogas italiano verso la piccola taglia, con impianti biogas da 75, 100 e 150 kW. L'altro segmento interessante è quello del biometano, con taglie che probabilmente saranno di maggiori dimensioni. Le tecnologie attualmente proposte prevedono impianti di un certo tenore, anche se ci sono alcune ditte meno conosciute che realizzano impianti a biometano di piccola taglia. L'aspetto più interessante da valutare è produzione di biometano per l'autotrazione, con l'impiego diretto del gas per il trasporto".

Roberta Ragni

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