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mipaafTorna il "gioco della sedia" al ministero per le Politiche Agricole. Tralasciando le ragioni che hanno spinto l'ex ministro De Girolamo a dimettersi, i fatti ci dicono che a oggi, in attesa che arrivi la lista dei nomi dei candidati ufficiali, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha assunto l'interim del dicastero.

Difficile dire cosa dovremo aspettarci. L'ennesimo turn over al ministero dell'agricoltura, che ha portato cinque ministri in cinque anni a via XX settembre, di certo non dà continuità alle politiche agricole. Il settore ha difronte problematiche molto importanti, che impongono scelte ed azioni fondamentali per l'attualità e i per i prossimi anni. Quali sono le priorità per l'agricoltura messe a rischio dalla vacanza di una guida?

Mario Guidi, presidente di Confagricoltura. "L'agricoltura non è una cenerentola dell'economia ed il suo ministero di riferimento va ripensato. Ancor più in questo momento in cui l'Europa guarda lontano per il settore primario, con una riforma della Pac fissata al 2020 e che già si interroga sul dopo. Non occorre fare riflessioni particolarmente sofisticate per cogliere che il modello non funziona più, non riesce ad essere interlocutore degli altri ministeri, fa fatica a operare in Europa. E questo mentre si avvia un nuovo periodo di programmazione comunitaria che assicura al nostro Paese risorse importanti, cogestite con le Regioni".

Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti. "Ringraziamo Nunzia De Girolamo per il lavoro svolto con passione ed impegno alla guida del Ministero dell'Agricoltura dove occorre superare al piu' presto questa fase di incertezza dopo che sono già cambiati alla guida del Dicastero ben 5 Ministri negli ultimi cinque anni. È iniziato un anno determinante per l'attuazione della riforma della politica agricola europea (Pac) e per l'appuntamento dell'Expo e l'agricoltura italiana ha bisogno subito di un riferimento istituzionale stabile e credibile".

Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane dell'agroalimentare. "Quello che ci preme di più ora è l'agricoltura, attesa da importanti sfide sia a livello nazionale che europeo, a cominciare dalla nuova Pac, la cui entrata in vigore, dal primo gennaio 2015, deve essere adeguatamente preparata. Nell'attuale difficile situazione e davanti alle prossime decisive scadenze, rinnoviamo la nostra proposta per un ministero dello Sviluppo dell'Agricoltura e dell'Agroalimentare, in modo da favorire la crescita e la competitività delle imprese. Il 2014 sarà un anno determinante per l'attuazione della riforma politica comunitaria e c'è bisogno di un ministero solido e autorevole che operi a tempo pieno in un clima di fiducia e collaborazione. Per questo chiediamo che sulla nuova Pac si apra al più presto un tavolo di concertazione dove affrontare i problemi che ancora non sono stati risolti e per dare risposte certe agli imprenditori agricoli. Serve, insomma, un deciso cambio di marcia nella politica agroalimentare".

Franco Verrascina, presidente della COPAGRI. "Plaudiamo alla decisione del Presidente Letta che, come ha già avuto modo di dimostrarci negli nelle occasioni d'incontro con la COPAGRI, mostra interesse e sensibilità per il settore. È chiaro che, per le tante e delicate questioni che l'agricoltura ha sul tappeto, dall'attuazione della PAC fino all'organizzazione dell'Expo 2015, e l'elenco sarebbe piuttosto lungo, occorre comunque nominare presto un titolare del dicastero dell'agricoltura a pieno tempo. Siamo in una fase, sia sul fronte interno che europeo ed internazionale dove occorre rappresentare il settore in modo autorevole ed attendibile. Questo il Presidente Letta lo garantisce, ma occorre individuare una figura che stabilmente possa dare continuità al lavoro che bisogna svolgere da qui e per i prossimi mesi ed anni nell'interesse dell'agricoltura e del sistema agroalimentare e nell'ottica della grande strategicità di tale sistema, affinché contribuisca, come può, all'uscita dalla crisi ed alla crescita del Paese".

Luca Sani, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera. "La crescente rilevanza del settore agricolo e agroalimentare che rappresenta oramai il 17% del Pil nazionale e ha registrato un incremento dell'export del 7,1% nel 2013, con il 20% del fatturato delle imprese agroalimentari realizzato all'estero insieme all'avvio concreto del periodo di programmazione 2014-2020 della nuova Pac e all'avvicinarsi di Expò 2015, costituiscono condizioni ottimali per riposizionare le politiche di sviluppo rurale, agroalimentari e agroindustriale. L'occasione va colta con tempestività, dando risposte in termini legislativi nell'ambito del collegato alla Legge di stabilità e approfittando della messa a punto del patto di programma per il 2014".

Rocco Tiso, presidente nazionale Confeuro. "Il settore agroalimentare italiano non può attendere oltre. Il rischio che la situazione divenga insostenibile è troppo alto. Il primario viene da anni di promesse mai realizzate accumulatesi nel corso del tempo. Ma anche oggi, per l'ennesima volta, ci ritroviamo senza un Ministro e senza una strategia di rilancio per un comparto che, nei fatti, è il più resistente alla crisi economica e il più adatto per superarla. Quel che chiediamo è che venga nominato subito un nuovo Ministro sulla base di specifiche competenze, e non di accordi politici estranei all'interesse degli agricoltori. L'auspicio è che si riesca finalmente a varare, con il coinvolgimento di tutti gli attori del mondo agricolo, un piano di rilancio nazionale che abbia al centro la qualità e la varietà delle produzioni agroalimentari italiane".

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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