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detrazione fvOrfano di incentivi e sospeso dai nodi normativi per lo sviluppo di SEU, RIU e scambio sul posto ancora non sciolti dall'Aeeg, il fotovoltaico ha solo una certezza: la detrazione fiscale del 50%. Anche per questo, da tempo, operatori, associazioni e forze politiche hanno chiesto con forza una stabilizzazione delle misura.


Ma la Legge di stabilità, appena approvata dal Consiglio dei Ministri, invece di rendere strutturale la detrazione fiscale del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, ha previsto un suo graduale ritorno all'aliquota ordinaria del 36%.

Così, chi installa pannelli fotovoltaici potrà recuperare il 50% delle spese sostenute per la realizzazione dell'impianto fino al 31 dicembre 2014. Le spese sostenute nel 2015 saranno agevolate con una detrazione fiscale del 40%, mentre a partire dal 2016 il bonus tornerà all'aliquota ordinaria del 36%. Perché questo non basta?

Giorgio Cappello, General Manager Cappello Alluminio. "Voglio essere ottimista, perché comunque è un segnale positivo da parte del Governo, anche se ovviamente tutti speriamo che la detrazione venga stabilizzata. Già la precedente proroga, però, non ha smosso il mercato e non ha dato i risultati sperati. Speriamo, quindi, che questo tentativo di stimolare il mercato vada a buon fine. Ricordiamo che solo le persone fisiche, ovvero le famiglie, possono usufruire di questa detrazione, le stesse famiglie che non riescono nemmeno a fare la spesa. In questo senso la proroga non risolve i problemi della produzione industriale e di tutta la filiera del fotovoltaico. Il prossimo passo utile, oltre alla stabilizzazione, potrebbe essere l'estensione delle detrazioni alle persone giuridiche. Il fotovoltaico distribuito crea sviluppo e occupazione e abbatte i costi dell'energia delle famiglie, ma anche le PMI possono fare tanto".

Averaldo Farri, consigliere delegato Power One. "Ricordiamo che siamo ancora in un regime di incentivazione e che gli operatori si sono concentrati sui impianti più grandi con il conto energia. Solo quando gli incentivi finiranno davvero si potrà fare un bilancio sull'utilità della detrazione del 50%. Resta il fatto che si tratta di una misura con un ritorno in 10 anni. Sarebbe molto più utile lavorare per definire le regole sull'autoconsumo in maniera definitiva e lavorare sulla semplificazione burocratica: fare un impianto oggi costa 500-600 euro tra marche e certificati".

Giorgio Ruffini, Presidente Azione Energia Solare. "Per capire la scelta di non rendere stabili le detrazioni fiscali al 50% bisogna allargare un po' di più lo sguardo. È di tutta evidenza che c'è qualcuno che rema contro le rinnovabili, sotto tutti i fronti: sono le aziende che producono da fonti fossili. Francamente non darei per scontata nemmeno la proroga del 50%: aspettiamo di vedere se ora al Parlamento ci sarà un assalto alla diligenza".

Ernesto Salamoni, Amministratore Delegato Ferrania Solis. "Ci sono diversi aspetti della detrazione fiscale per il fotovoltaico che a noi produttori non piacciono, a partire dal fatto che non è stata allineata al 65% di cui possono usufruire altre realtà. Con questa proroga, comunque, non cambia nulla, mentre avremmo voluto l'inserimento di qualche elemento a favore delle imprese. Noi insistiamo per favorire il fotovoltaico, non con funzione speculativa, ma come aiuto alle aziende, in modo che possano sviluppare le loro attività industriali con le aiuto delle rinnovabili. Ancora una volta non si fa nulla per favorire lo sviluppo industriale, ambiente e salute pubblica".

Roberta Ragni

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