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pompa-di-caloreLe pompe di calore verranno riammesse alla detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica. Lo prevede un emendamento del Governo al DL 63/2013 approvati ieri in Senato, che annulla l'esclusione dall'agevolazione delle spese per gli "interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia e le spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, perché già agevolati dal Conto Termico".

L'esclusione aveva scontentato i produttori, soprattutto perché l'incentivo previsto dal Conto Termico risultava nettamente inferiore alla detrazione del 65%. ANIMA, la Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine, affiliata a Confindustria, aveva calcolato che un impianto da 8.000 euro avrebbe ricevuto da 1.497 a 499 euro di incentivo con il Conto Termico, a fronte di 5.440 euro con la detrazione del 65%.

"Anche alle pompe di calore - ha spiegato in Aula il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari - sarà esteso il bonus per le detrazioni fiscali fissato al 65%. Con un emendamento presentato dal Governo al Decreto sull'efficienza energetica ed utilizzando dei fondi presso il ministero dello Sviluppo economico, è stato possibile trovare risorse che consentiranno di sostenere un comparto importante, contribuendo in questo modo a dare un sostegno deciso al made in Italy". Questa misura, che diventerà operativa solo dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del DL 63/2013, si pone l'obiettivo di finanziare tutta la filiera collegata alla produzione ed installazione delle pompe di calore, producendo effetti positivi su tutto l'indotto.

Ma sarà davvero così? Di parere differente è il Codacons, secondo cui un provvedimento simile, già attuato nel corso del Governo Berlusconi, si era rivelato un vero e proprio fallimento. Il problema riguarda la situazione economica degli italiani che, nonostante le agevolazioni, non avrebbero comunque la possibilità di permettersi gli interventi di efficienza energetica e ristrutturazioni che usufruiscono degli ecobonus. La riammissione alla detrazione del 65% delle pompe di calore sarà sufficiente per stimolare il mercato?

Livio de Santoli, Presidente Eletto AiCARR per il triennio 2014-2016. "AiCARR, che ha lavorato molto a livello istituzionale per la riammissione delle pompe di calore alla detrazione del 65%, è particolarmente soddisfatta dell'approvazione dell'emendamento al DL 2013/63. Ma questo è solo il primo passo, necessario ma non sufficiente. Perché le pompe di calore diventino realmente convenienti per l'utente finale è ora indispensabile che l'Autorità per l'Energia intervenga in modo rapido ed efficace per modificare il regime di tariffazione elettrica che, dati gli alti costi di gestione, attualmente penalizza l'utente che installa un impianto a pompa di calore elettrica. Questa è la prossima battaglia di AiCARR, che chiede ora una riduzione in bolletta della voce "Oneri generali", con l'eliminazione della componente tariffaria A3 che, legata al finanziamento delle fonti rinnovabili ed assimilate, pesa circa il 90% sul costo complessivo dei suddetti oneri. Quando il regime tariffario sarà modificato, come del resto è stato previsto nella Strategia Energetica Nazionale, allora le pompe di calore saranno veramente appetibili per il consumatore e il mercato potrà contare su una boccata d'ossigeno".

Roberto Brovazzo, Direttore Generale Schüco Italia. "È complessivamente positiva la decisione di riammettere le pompe di calore tra i prodotti incentivati dalla detrazione del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici. L'esclusione di queste soluzioni dalla detraibilità fiscale le rendeva di fatto meno allettanti dal punto di vista economico rispetto ad altri sistemi, sfavorendo la realizzazione di impianti residenziali il più possibile completi, in grado per esempio di integrare alla pompa di calore il solare termico (a sua volta detraibile per il 65%) o il fotovoltaico (50%), a vantaggio della massima efficienza energetica dell'abitazione. Il prolungamento delle Detrazioni di soli 6 mesi, d'altra parte, non sembra sufficiente a stimolare l'edilizia industriale, quella direzionale e in generale tutti gli interventi di una certa complessità che richiedono un arco temporale più ampio nella definizione e nella progettazione dei lavori. Per questo auspico che queste misure siano rese strutturali, così da rappresentare un sostegno concreto e stabile all'adeguamento energetico del nostro patrimonio immobiliare e recependo in modo pieno le norme europee (Direttive 2009/28/CE e n. 28 del 2009 e 2010/31/UE) sugli obiettivi di promozione dell'uso di energia da fonti rinnovabili e di consumo quasi zero degli edifici".

Stefano Gandolfi, Trade Marketing Manager Beretta Italia. "La riammissione alla detrazione del 65% rappresenterà, con ogni probabilità, uno stimolo importante per il mercato. Sempre che la cosa venga correttamente comunicata all'utente finale. Dico correttamente perché, per quel poco che ho potuto vedere, per ora sui media si parla prevalentemente dell'estensione del bonus «mobili» ai «grandi elettrodomestici» e ai condizionatori. C'è quindi il rischio che si parli tanto di frigoriferi e molto meno di pompe di calore. E la cosa fa sicuramente specie, considerato che stiamo parlando di un prodotto che a noi piace ricordare essere un elemento capace di rendere ancora più efficienti i sistemi di riscaldamento".

Massimiliano Pierini, Business Unit Director Reed Exhibitions Italia e Direttore MCE, Mostra convegno Expocomfort. "La scelta del Governo rappresenta un passo importante per sostenere un comparto industriale che in Italia si distingue per investimenti, ricerca e innovazione per realizzare sistemi evoluti di climatizzazione necessari a centrare l'obiettivo del 2020 e nel contempo garantire occupazione e ripresa economica. Ogni iniziativa in tal senso dimostra l'attenzione ad un uso razionale dell'energia, oltre che la concreta volontà di intervento a sostenere il comparto industriale".

Roberta Ragni

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