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eolicoparco 450x300Il Tar di Milano ha abolito la delibera Aeeg 281 del 05 luglio 2012, provvedimento con cui veniva ridefinita l'applicazione dei corrispettivi di sbilanciamento per le fonti rinnovabili non programmabili, al fine di promuovere una maggiore responsabilizzazione dei produttori ed evitare che i connessi costi di sbilanciamento continuassero a gravare sui soli consumatori di energia elettrica.

Peccato che per le fonti non programmabili, come il vento, sia tecnicamente impossibile prevedere stime sulla produzione di energia nell'arco di una giornata. Per il Tar, quindi, applicare una regolamentazione che equipari le fonti energetiche non programmabili a quelle programmabili nella determinazione dei corrispettivi di sbilanciamento è fortemente discriminatorio, in quanto si tratta di fonti che non si trovano nelle stesse condizioni di fatto nel prevedere lo sbilanciamento prodotto.

In questo modo, dice il Tar, l'Autorità introduce surrettiziamente "una forma di penalizzazione che è in contrasto con il favor riconosciuto dall'ordinamento alla produzione da fonte rinnovabile non programmabile, qual è l'eolico". Considerato questo importante risultato, dobbiamo credere che sarà il Tar a bloccare i futuri attacchi alle rinnovabili, come, ad esempio, quello che arriva sull'autoconsumo dai documenti di consultazione DCO 183/2013/R/EEL e 209/2013/R/EEL in merito ai Sistemi Efficienti d'Utenza (SEU), alle Reti Interne d'Utenza (RIU) dell'AEEG? La strada da intraprendere per salvare le fonti pulite è quella dei ricorsi e degli avvocati?

Simone Togni, Presidente Anev. "Premesso che l'eolico non è una fonte programmabile, e che fortunatamente il TAR lo ha sancito, l'ANEV come noto da molto tempo auspica la definizione di una normativa specifica che consenta al sistema di ridurre gli oneri complessivi derivanti dagli sbilanciamenti, tutelando gli operatori del settore. La proposta che verrà presentata nei prossimi mesi all'AEEG per la revisione auspicata della Deliberazione appena cassata, dovrebbe andare nella direzione di ridurre per quanto possibile tali oneri con ogni mezzo disponibile, di obbligare gli operatori ad applicare le migliori tecnologie e procedure disponibili, da indicare da parte dell'AEEG, e infine di porre la sola parte non comprimibile di tali oneri sul sistema. In sostanza riduciamo con un operatore unico gli sbilanciamenti e obblighiamo gli operatori a dare la migliore previsione possibile, gravandoli di un onere solo in caso di inadempimento alla diligenza del buon padre di famiglia. In questo modo avremo fatto il bene del sistema senza penalizzazioni per gli operatori seri dell'eolico".

Giuseppe Artizzu, Managing Director Cautha. "Le aziende delle rinnovabili concordano sul fatto che una partecipazione a programmare correttamente la produzione sia giusta. Quello che non è possibile fare è applicare gli stessi principi alle fonti programmabili e non programmabili. Per queste ultime, una penale non sarebbe commisurata alla previsione, mentre, come ha ribadito il TAR, le regole devono essere adattate sulla base della tecnologia. Il fatto che il tar applichi principi generali alle rinnovabili è certamente importante, è una buona garanzia. Ma non fa altro che ribadire principi inderogabili della comunità Europea. Si spera di non doverlo utilizzare ma, purtroppo, è già successo in passato e potrebbe succedere in futuro".

Alex Sorokin, Presidente di Interenergy. "Tutta la questione delle delibere e dei documenti di consultazione dell'Aeeg, con i conseguenti ricorsi presenti e futuri, non è tanto importante di per sé, quanto per il fatto che dimostra come l'attacco alle rinnovabili, in atto su più fronti e sempre più forte, sia l'ennesimo tentativo messo in campo dalle fonti fossili per salvarsi. Il vero motivo per cui si tenta di ostacolare le rinnovabili in ogni modo, infatti, è che queste ultime hanno ormai superato soglie importanti e sono diventate a tutti gli effetti concorrenti delle fonti fossili".

Roberta Ragni

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