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salviamo rinnovabiliIl ministro dell'Ambiente Orlando ha illustrato, parlando in Commissione Ambiente della Camera, le sue linee programmatiche sulla green economy. L'obiettivo dichiarato è quello di puntare sull'efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, fondamentali non solo per l'ambiente, ma anche per uscire dalla crisi e aumentare l'occupazione.

Il ministro ha voluto far sue ''le parole dette ieri dal presidente del Consiglio, Enrico Letta al Senato alla vigilia del vertice Ue: 'La priorità a' assoluta in campo energetico per noi resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili'''. E ha spiegato anche come ''con la prospettiva non più rinviabile dell'efficientamento energetico può ripartire un settore tradizionale come è quello dell'edilizia, sostanzialmente fermo, al quale affidare il compito straordinario di trasformare quanto già costruito''.

''Pensiamo sia cruciale ridurre il costo dell'energia, anche come fattore di competitività per le imprese. Con la prospettiva non più rinviabile dell'efficientamento energetico - ha osservato il ministro - può ripartire un settore tradizionale come è quello dell'edilizia, sostanzialmente fermo, al quale affidare il compito straordinario di trasformare quanto già costruito''.

Sugli obiettivi europei si è limitato, infine, a ricordare a la necessità di "procedere spediti e con strumenti efficaci al raggiungimento dei target del pacchetto europeo conosciuto come "20-20-20", che prevede una riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990, il 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili e l'aumento del 20% dell'efficienza energetica".

Eppure nella Sen (Strategia energetica nazionale), approvata con decreto ministeriale dal Governo uscente, come sottolineato anche a suo tempo dall'Aper, manca l'indicazione degli strumenti concreti per raggiungere gli obiettivi in materia di efficienza e rinnovabili indicati, essendo come dice il nome stesso, solo un disegno programmatico che necessita, quindi, di un piano che lo renda operativo nei tempi e nei contenuti. Di qui, la necessità di integrarla al più presto con altri provvedimenti concreti, soprattutto perché dalle scelte energetiche dipende, oggi più che mai, il futuro del Paese.

Le dichiarazioni di Orlando vanno in questa direzione? Sono forse un primo passo verso una revisione del decreto interministeriale?

Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. "Ho sempre sostenuto che il futuro dell'Italia è nel risparmio energetico, nelle fonti rinnovabili, nell'innovazione, nella ricerca, nella qualità, nella green economy, nella scommessa sulla fonte più pulita e rinnovabile che c'è: l'intelligenza umana. Questo richiede coerenza e concretezza da parte della politica, elementi che non sempre ci sono stati. Per questo la prima risoluzione approvata all'unanimità nella VIII Commissione della Camera da me presieduta impegna il Governo a stabilizzare l'eco-bonus del 55% per il risparmio energetico in edilizia e ad estenderlo al consolidamento antisismico. Le parole del ministro Orlando vanno in questa direzione. Mi auguro che dal Governo arrivino presto fatti concreti".

Giovanni Battista Zorzoli, portavoce del coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica). "Le dichiarazioni del ministro Orlando indicano priorità' che modificano la SEN, anche se non la stravolgono, e aprono una prospettiva più' coerente di sviluppo energetico sostenibile. Va sottolineato positivamente il riferimento prioritario all'efficientamento energetico, a partire dall'edilizia, dove è concentrata una parte rilevante del consumo energetico, opzione che offre un'opportunità di rilancio del settore delle costruzioni, con rilevanti ricadute occupazionali. Soprattutto condividiamo l'esigenza, espressa dal Ministro, di individuare gli strumenti concreti che consentano di raggiungere gli obiettivi al 2020 (e oltre) in materia di efficienza energetica e rinnovabili. Strumenti che, come abbiamo indicato nel documento programmatico elaborato dal Coordinamento FREE, sono innanzi tutto di natura finanziaria e fiscale".

Marino Berton, presidente AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali. "Le dichiarazioni del nuovo Ministro dell'Ambiente Orlando hanno una impostazione generale condivisibile, ma sono ancora troppo generiche. Difficile trarre conclusioni circa l'adesione o la volontà di revisione dei contenuti della Strategia Energetica Nazionale. L'avvio di una nuova campagna di trivellazioni ad esempio prevista nella SEN, male e poco si concilia con la positiva dichiarazione di Orlando sulla priorità alle rinnovabili. Da un lato, credo sia necessario dare il tempo al nuovo ministro di definire un posizionamento più specifico in tema di politiche energetiche e, dall'altro, confidiamo che le proposte che già sono state sottoposte, ad esempio dal coordinamento FREE al quale Aiel partecipa, siano accolte come base concreta per le prossime ed urgenti mosse".

Emidio Spinosi Amministratore Unico Link Energy. "Le dichiarazioni del Ministro sono condivisibili ma alle parole devono seguire i fatti. Per restituire competitività al Sistema Paese dal punto di vista energetico "fare di più con meno" deve essere non solo una prospettiva ma deve anche tradursi, nel breve periodo, in un piano di azioni che punti al raggiungimento degli obiettivi indicati nella SEN. Come? Aggiornando il PAEE; lasciando al 55% le detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico ed al 50% per chi volesse acquistare un impianto fotovoltaico per l'abitazione; accelerando la diffusione di tutte le tecnologie a basso contenuto di carbonio. Il traguardo dei 72 Mtep di energia che è possibile risparmiare nei vari settori industriali tra il 2010 ed il 2020 sarebbe un bel volano per il rilancio degli investimenti, della produzione industriale e dell'occupazione. Il nostro Paese ne ha un gran bisogno e bisogna far presto. Sono forse un primo passo verso una revisione del decreto interministeriale? Ne dubito visto che una riforma della SEN non rientra tra le priorità del Governo in carica. Del resto alla recente Assemblea di Confindustria anche il Ministro Zanonato ha dichiarato che la linea da seguire è quella tracciata dalla SEN. Potendo immaginare una SEN diversa e, quindi, auspicarne una revisione, occorrerebbe mettere di più l'accento sull'efficienza energetica, sulle rinnovabili, sullo sviluppo di un modello basato sulla microgenerazione elettrica distribuita e sulla ricerca/sviluppo di tecnologie innovative. La recente presa di posizione dell'AEEG sugli autoconsumi elettrici, le voci di una possibile tassazione Irpef, dal 12% al 18%, dei ricavi derivanti dai vari Conto Energia anche per i piccoli impianti domestici e la ventilata proroga del meccanismo della detrazione del 55% solo al 31/12/2013 non vanno esattamente in quella direzione"

Roberta Ragni

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