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fv fossiliEra stata ripetutamente sollecitata a emettere la delibera attuativa sui SEU, i Sistemi Efficienti di Utenza che permettono ai produttori da rinnovabili di vendere l'energia dietro al contatore, senza che passi per la rete. E, ora che ha espresso il suo parere, sarebbe stato meglio che non fosse mai successo.

Con i documenti di consultazione DCO 183/2013/R/EEL e 209/2013/R/EEL in merito ai Sistemi Efficienti d'Utenza (SEU), alle Reti Interne d'Utenza (RIU) e più in generale agli autoconsumi di energia rinnovabile, l'AEEG, sostenendo in sostanza che il mancato contributo degli impianti non in rete si ripercuote sugli altri utenti, sferra un duro colpo a tutti gli impianti destinati all'autoconsumo, ostacolando il raggiungimento della grid parity.

Così, dopo essere state accusate di incidere pesantemente sulle tasche delle famiglie italiane e con la fine ormai certa degli incentivi, le rinnovabili ora sono colpevoli di non pagare gli oneri di sistema. Anche se la rete non la utilizzano. Per questo APER, AssoSolare e il Coordinamento FREE hanno espresso un profondo dissenso sulla posizione manifestata dall'Autorità, in palese contrasto sia con gli obiettivi previsti nella SEN.

Ma anche con le indicazioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AS898), che vede nei SEU e nelle reti private uno strumento per aumentare la "concorrenza nei confronti dei gestori delle reti pubbliche di trasmissione e di distribuzione", sia con i compiti istituzionali dell'Autorità che in casi del genere deve limitarsi a formulare "osservazioni e proposte da trasmettere al Governo e al Parlamento". Ora sarà il Governo a decidere, mentre il termine per l'invio delle osservazioni è stato fissato per il 14/06/2013. Ma cosa avrebbe dovuto fare, invece, l'Aeeg?

Giovanni Simoni, Presidente Assosolare. "L'Aeeg avrebbe dovuto sedersi a un tavolo con noi per discutere le diverse posizioni. Il confronto è la chiave per parlare degli aspetti che potrebbero essere ignorati da entrambe le parti e per i quali, invece, si potrebbe trovare una soluzione, prima di lanciare idee che potrebbero danneggiare il mercato, soprattutto quello futuro, di un intero settore. Le preoccupazioni espresse dall'Aeeg sono legittime, ma il problema si sarebbe potuto risolvere ragionando. Invece di impedire le SEU e bloccare lo sviluppo del fotovoltaico, con un'operazione di tipo impositivo, si dovrebbe pensare a sistemare le cose trovando una via su cui lavorare. Ora il Governo dovrà decidere e sarà fondamentale capire i limiti dell'Authority" .

Giorgio Ruffini, Presidente Azione Energia Solare. "Sarebbe meglio parlare di quello che non avrebbe dovuto fare l'Autorità, ovvero ostacolare le rinnovabili. È chiaro che dietro i documenti di consultazione ci sia la volontà di tutelare la sicurezza della rete e un certo comparto della produzione, il che sarebbe anche legittimo, pur se non di loro competenza. Il suggerire che anche chi è in autoconsumo debba pagare gli oneri di sistema fa supporre che possa esserci malafede e volontà quantomeno di andare "contro" qualcuno. Questo è un indizio pesante di come, questa scelta dell'Autoritá, possa essere stata influenzata dalle informazioni provenienti dai produttori di energia termica".

Andrea Zaghi, Responsabile Ufficio Studi e Relazioni Esterne Aper. "Con questi due documenti l'Autorità si accinge a regolamentare i SEU dopo i 5 anni. Non sono delibere attuative. Non ci spaventa, quindi, l'orientamento predisposto, ma quello che farà il governo alla luce della visione offerta, visto che l'Authority sta chiedendo di cambiare la legge. Vogliamo che il governo continui sulla strada di quanto già stabilito, per permettere lo sviluppo di una nuova modalità di sviluppo delle rinnovabili che ad oggi non è ancora riuscita ancora a decollare. Speriamo che il governo non raccolga questa indicazioni, che sono un vero e proprio ostacolo soprattutto allo sviluppo delle installazioni fotovoltaiche, fonte rimasta senza incentivi".

Pietro Pacchione, Chief Operating Officer Green Utility. "Il documento di consultazione, in quanto tale, dovrebbe contenere delle domande. E invece, consultando soprattutto il 209/2013/R/EEL, è facile notare come, in realtà, siano davvero pochi i punti interrogativi dell'Aeeg. Anzi, sembra come se tutto fosse stato già deciso ed emerge chiaramente l'orientamento intrapreso, anche da come sonoposte le poche domande presenti. In sostanza, non solo l'Autorità consiglia di assoggettare l'autoconsumo agli oneri di sistema, ma, all'atto pratico crea anche l'infrastruttura informativa che lo renderà possibile. In questo modo, appena il Governo deciderà di farli pagare, il sistema sarà già pronto. E la proposta è anche retroattiva: colpirà non solo tutto l'autoconsumo, e non solo impianti con modalità ESCO, ma anche gli impianti già esistenti".

Roberta Ragni

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