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investimenti fotovoltaicoI trend delle installazioni fotovoltaiche in Italia e nel mondo ci dicono che il 2013 sarà un anno di ripresa per il settore. Ma, se l'Europa inizia a cedere il passo all'Oriente quanto a potenza installata, viene spontaneo chiedersi quanto il vecchio continente riesca ancora a catalizzare le attenzioni degli investitori rispetto a mercati più promettenti, come quelli dell'America Latina, del Medio Oriente o del Sud Africa.

Superato il miraggio dell'Europa dell'Est, con Romania e Bulgaria in testa, la panoramica delle opportunità di investimento nel fotovoltaico si allarga a diversi parti del mondo: Brasile, Cile, Argentina, Perù, senza dimenticare India e Arabia Saudita. È qui che bisogna iniziare a fare azioni mirate? Qual è il Paese del mondo più conveniente per investire? Lo abbiamo chiesto ai player del settore.

Fotovoltaico: qual è il Paese del mondo più conveniente per investire?

Alberto Cuter, Country Manger Jinko Solar. "Dove investire attualmente è molto difficile da dire, soprattutto perché non c'è nessuno stato che garantisca tariffe di lungo periodo. Per investimenti che vadano al di là del breve periodo, convengono certamente economie stabili come quelle di Usa e Giappone. Sono mercati interessanti, però, anche quelli di Turchia e Nord Africa, oltre alla citata America Latina: Brasile, Cile in particolare . Per quanto riguarda l'Europa, la Romania è un caso emblematico: l'incertezza sui certificati verdi e la situazione sui possibili dazi ha congelato molti progetti e gli investitori sono in una situazione di attesa. A riprova del fatto che servono certezze e stabilità. Cosa che le attuali tariffe non consentono, dato il rischio concreto che le regole del gioco vengano cambiate in corso d'opera".

Averaldo Farri, Consigliere Delegato di Power-One Italia. "Tutti i Paesi citati sono interessanti, ma vi siete dimenticati degli Stati Uniti, dove il mercato è davvero liberalizzato e c'è una forte richiesta di energia pulita. Sono gli USA il Paese più conveniente in cui nvestire, che non hanno tariffe ma accordi chiamati PPA, che sta per "Power Purchase Agreement". L'energia prodotta può essere rivenduta immediatamente alle utility a prezzi competitivi. Anche il Giappone è interessante sia del punto di vista dell'incentivo, tra i più elevati del mondo attualmente, che della potenza che verrà installata. Ma l'iter autorizzativo, estremamente diversificato in funzione della tipologia di intervento e della capacità installata, e le barriere tecniche, usate a mo' di dazio a tutti gli effetti, lo rendono un mercato molto complesso da attaccare".

Giorgia Colombo, Responsabile Marketing Ravano Green Power. "In realtà è molto difficile definire il Paese più conveniente per investire nel fotovoltaico, primo perché dipende che cosa si intende per investimento (bisognerebbe stabilire se si tratta di un IPP, di un EPC, di un utility etc), secondo perché ognuno dei Paesi che citate ha dei pro e dei contro. L'elemento comune, però, è che, in effetti, si tratta di mercati tutti interessanti, primo per gli elevati livelli di irraggiamento solare, secondo per la crescita interna dei consumi e terzo per insufficienza locale di produzione di energia, ad eccezione del Middle East che ha il petrolio, ma oggi si sta rendendo conto che è meglio esportarlo piuttosto che utilizzarlo in "casa" per produrre energia".

Francesco Campus, Amministratore Unico Energymore. "Le installazioni mondiali per il 2013 potrebbero oscillare intorno ai 35 GW e quindi crescere leggermente rispetto al 2012. Cina, USA, Germania, Giappone, potrebbero essere i mercati con maggior volumi di nuovo fotovoltaico installato. In questo momento l'Europa, che ha fatto da pioniere mondiale (69% della potenza cumulata nel mondo a fine 2012), è cresciuta solo del 3% nel 2012 rispetto all'anno precedente, rallentando molto, ed è probabile che il 2013 vedrà gli USA e la Cina come principali mercati mondiali. L'Asia, (oltre a Cina e Giappone ci sono Tailandia, Malesia, Indonesia, Taiwan), il Sud America (Brasile, Cile) e l'America Centrale, nel suo piccolo, si stanno affacciando come giovani e interessanti mercati. L'Africa (in alcune aree) è oggetto di crescente attenzione ma ha bisogno di varie tecnologie e soluzioni specifiche studiate in funzione del contesto. Quanto sia attrattivo un mercato dipende molto dalla tipologia dell'investitore, o dell'operatore dalla sua maggiore o minore propensione al rischio, e dalla sua capacità di ambientarsi, di scegliere partner idonei e leali, per analizzare approfonditamente il contesto da molti punti di vista. Occorre valutare se e come entrare con tempismo in un nuovo mercato, studiandone prima le caratteristiche, anche con viaggi che preparino la scelta. È importante, sia per l'investitore che per l'operatore, lavorare con gli strumenti adeguati nei contesti più adatti alla propria realtà, alle proprie dimensioni aziendali o finanziarie, e ai propri scopi".".

Roberta Ragni

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