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bottigliavinoVinitaly 2013 è ormai alle porte. Dal 7 al 10 aprile il vino sarà protagonista assoluto nei 12 dei padiglioni del quartiere fieristico di Veronafiere, grazie a 4.255 espositori provenienti da tutto il mondo, pronti a far conoscere i loro vini ai buyers. Per l'occasione sono molti gli eventi che illustreranno una produzione e una trasformazione in grado di ridurre l'impatto sull'ambiente.

In tema di tutela ambientale, martedì 9 aprile alle ore 11.00, presso il suo stand, FederBio presenta EKØ CANTINA/ EKØ WINE, un progetto di Officinae Verdi e WWF che promuove la gestione sostenibile e lo sviluppo di green technology nella filiera vitivinicola biologica italiana: riduzione dei costi energetici, delle emissioni di CO2, dei consumi di acqua, valorizzazione degli scarti produttivi, e sviluppo delle potenzialità di marketing per l'apertura di nuovi mercati sono alcuni dei vantaggi per le cantine che aderiscono alla piattaforma.

Ed è sempre a Vinitaly che sarà presentata anche l'etichetta voluta dal ministero dell'Ambiente per tracciare la qualità ambientale della filiera e incoraggiare l'eco-sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano. Avviato dal Ministero dell'Ambiente nel luglio 2011, il progetto "VIVA Sustainable Wine" ha lo scopo di misurare e migliorare le performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dalla sperimentazione su alcuni grandi produttori italiani (F.lli Gancia & Co, Masi Agricola, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Castello Monte Vibiano Vecchio, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica), che hanno sottoposto il loro processo produttivo ad una valutazione dell'impronta ecologica dal campo al consumo.

Qual è, allora, il modo migliore per ridurre l'impatto delle aziende vitivinicole? Lo abbiamo chiesto, come di consueto, ai diretti interessati:

Gianni Venica, titolare VENICA & VENICA. "Non esiste un modo migliore ma un insieme di attenzioni e pratiche che passano innanzitutto dalla consapevolezza. Essere consci di aver ricevuto la terra dai nostri padri e donarla ai nostri figli integra e migliorata. Per ridurre l'impatto coltiviamo la terra applicando concetti di biodinamismo sostenibile. Puntiamo molto Sull'autosufficienza energetica con utilizzo di biomassa aziendale tramite il recupero dei sermenti e taglio controllato dei boschi. La sostenibilità aziendale è il punto di partenza di un processo che vede uniti produttori e consumatori dove ciascun vino è alta espressione della singola realtà produttiva".

Alberto Tasca, Amministratore Delegato Tasca d'Almerita. "Il nostro è un lavoro di custodia della terra e dei frutti che la natura in Sicilia generosamente ci offre, per questo utilizziamo saperi antichi con tecniche di agricoltura sostenibile in continuo sviluppo ed evoluzione. Nel Dna di Tasca d'Almerita la convinzione che sia compito di ogni produttore non solo fare del buon vino, ma farlo con il minore impatto sul nostro fragile ecosistema, in modo da proteggere ed arricchire la terra, il panorama, la flora e la fauna locali, chi lavora e infine chi consuma il vino. Per questo motivo Tasca d'Almerita porta avanti il progetto SOStain con l'intenzione di estendere l'adesione al più alto numero di imprese vitivinicole della regione e, in accordo con il ministero dell'Ambiente, il primo protocollo di viticoltura sostenibile".

Luca Orsini, titolare Le Cinciole. "Il modo migliore? La risposta immediata è certamente quello di essere un'azienda biologica, che ha come obiettivo principale l'eliminazione dei pesticidi. Noi a Panzano stiamo andando oltre, utilizzando, ad esempio, solo il compost, per non disperdere ciò che l'azienda produce nel suo ciclo produttivo. Abbiamo anche un impianto fotovoltaico e utilizziamo biomasse per il riscaldamento, grazie al quale evitiamo di utilizzare le fonti fossili come il petrolio. Cosa debbano fare le altre aziende non è facile da dire, ma a piccoli passi, si può fare sempre di meglio per l'ambiente".

Paolo Carnemolla , Presidente di FederBio. "Partire dalla conversione al metodo bio della vigna e della cantina e aggiungendo alla certificazione bio su standard europei quella ambientale e energetica sviluppata da Officinae Verdi con cui FederBio ha avviato una collaborazione che parte proprio da Vinitaly".

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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