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fotovoltaico romaniaLa Romania è diventata negli ultimi anni uno dei mercati più promettenti per il fotovoltaico, tanto da attirare l'attenzione e gli investimenti delle principali società del settore, che possono contare sugli incentivi basati sul sistema dei Certificati verdi (Cv).

Secondo recenti rumors, però, il numero di certificati rilasciati verrà ridotto nel 2014, anche se resta ancora poco chiaro di quanto. Questo perché il numero di 6 attualmente concessi, per un periodo di 15 anni e con un valore tra i 27 e i 55 euro ciascuno, è troppo alto se si considera il costo attuale del fotovoltaico.

Tra incertezza burocratica e difficoltà tecniche, sono ancora molte le difficoltà di chi ha investito o vorrebbe farlo nel Paese dell'est asiatico. Alla luce di tutto ciò, la domanda d'obbligo è: conviene ancora investire in Romania?

Giorgia Colombo, Responsabile Marketing Ravano Green Power. "Investire in Romania oggi conviene. C'è da dire, però, che questi rumors sulla riduzione del valore dei certificati verdi, non ancora confermati, non fanno che danneggiare il settore e creare incertezza normativa. Quello che sarà nel breve-medio periodo, quindi, non è dato ancora saperlo. Noi, per adesso, proprio in Romania stiamo sviluppando 24 MW che entreranno in esercizio entro il 2013, di cui 800 KW già operativi da gennaio. Potremo esprimerci sulla convenienza degli investimenti in futuro solo quando ci sarà maggiore certezza".

Alberto Cuter, Country Manager per l'Italia Jinko Solar. "Prima di tutto, bisogna considerare che queste voci riguardano il 2014, mentre non ci risultano riduzioni dei certificati verdi per il 2013. La questione che, invece, potrebbe porre qualche interrogativo è l'imposizione di dazi. In questo momento, infatti, si è in una fase di riflessione , in attesa di capire quale saranno le misure che verranno imposte ai produttori cinesi. Questo è l'unico motivo per cui gli investimenti in Romania potrebbero subire dei rallentamenti".

Averaldo Farri, Consigliere Delegato Power-One. "Sì, conviene ancora investire in Romania. Questo Paese ha fatto una crescita velocissima e si avvia verso un aggiustamento dei piani di incentivazione. Ma il programma dei certificati verdi non scomparirà e comunque resterà vantaggioso, soprattutto rispetto all'Italia, dove gli incentivi sono di fatto finiti, e alla Germania, che sta pensando di incentivare 5 centesimi per kW. Resta il problema legato all'aspetto strutturale, con difficoltà di accedere alle strade e forti instabilità della rete elettrica. Ma si tratta di problemi tecnici risolvibili che non pregiudicano gli investimenti. Quanto alla burocrazia rumena, di certo non è peggio di quella italiana".

Alessandro Caraglio, Amministratore Delegato BMSolar. "La Romania ha suscitato forte attrattività, ma sono ancora troppe, ad oggi, le perplessità su eventuali investimenti in questo Paese. Per cominciare, i certificati sono come un'azione ed è praticamente impossibile sapere quanto si guadagnerà. Poi c'è il problema legato alle difficoltà pratiche di installazioni, dai problemi strutturali all'inesperienza della manodopera locale. In Romania, inoltre, non ci sono investitori rumeni e un vero mercato non è ancora partito. Questo è un grave limite. Insomma, anche se gli incentivi diminuiranno, non sarà di certo questo a creare perplessità nel settore".

Roberta Ragni

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