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fotovoltaico dumping

Quale sarà l'effetto delle misure antidumping? Lo spettro dell'introduzione di eventuali dazi compensativi, introdotti sui moduli cinesi al fine di ristabilire la parità competitiva sul mercato europeo da parte della Commissione, si fa sempre più reale. Lo dimostrerebbe anche l'obbligo di registrazione di prodotti di importazione cinesi, entrato in vigore a partire dal 05 Marzo, secondo molti prova di una buona consistenza del fatto che le pratiche di dumping si siano svolte.

E se davvero è un po' più certo che la Commissione Europea introdurrà eventuali misure compensative sui prodotti importati dalla Cina, probabilmente a Giugno e con effetto retroattivo, che effetto ci sarà sui prezzi dei moduli fotovoltaici? Lo abbiamo chiesto agli esperti del settore.

Fotovoltaico e misure anti-dumping. Che effetto sui prezzi dei moduli?

Paolo Mutti, Amministratore Delegato di Solsonica. "L'orientamento secondo il quale l'introduzione di queste misure comporterebbe un rialzo dei prezzi dei moduli e il conseguente rallentamento del mercato è davvero miope ed è rivolta solo ad un'ottica speculativa e di breve periodo: il calo naturale e continuo dei prezzi dovuti al libero mercato e ai progressi tecnologici, in realtà, potrà essere garantito solo da una competizione equilibrata. In assenza di questi meccanismi, infatti, si verrebbe a creare una sorta di monopolio una volta che i produttori cinesi avranno fatto fuori tutti i concorrenti occidentali; e a quel punto saranno loro a decidere il prezzo e non certo il mercato, con l'inevitabile rialzo dei prezzi proprio di tutte le economie monopolistiche".

Paolo Gianese, Segretario IFI. "I prezzi dei cinesi probabilmente aumenteranno, ma dipenderà dalle politiche commerciali che vorrà fare la Cina. Quelli europei sono prezzi europei, punto. Quando parliamo di installazioni fotovoltaiche, grid parity, primo mercato, nessuno, da un punto di vista strettamente economico, si è mai chiesto come mai il mercato del fotovoltaico, che in Europa è cresciuto a doppia e terza cifra, abbia generato, da un punto di vista della manifattura del modulo fotovoltaico, dei risultati economici negativi per tutte le aziende. Vuol dire che era un mercato drogato, dove nessuno marginava. La differenza è che in Cina, al contrario di quello che accadeva in Germania ed Europa, dove le aziende chiudevano, intervenivano il Governo e le banche a ripianare la perdita economica. Il prezzo di mercato attuale, quindi, non è sano".

Averaldo Farri. Consigliere Delegato Power-One. "Lo dico senza mezze misure: c'è da aspettarsi che i prezzi salgano, soprattutto in vista della fine degli incentivi. Non credo, però, che saliranno a un livello tale da mettere in discussione la grid parity. Perché, se così fosse, le misure compensative andrebbero contro gli interessi delle stesse aziende europee che hanno richiesto questa azione. Voglio sperare che venga stabilito il livello di prezzo a cui si debba arrivare, affinché il progresso verso la Grid Parity avvenga, considerando anche che a breve gli incentivi non ci saranno più.".

Alessandro Caraglio, Amministratore Delegato BMSolar. "Partiamo dal presupposto che si tratta di un'operazione per contenere l'invasione dei prodotti asiatici, assolutamente necessaria per salvaguardare il prodotto europeo che in questo momento non può competere con quello cinesi. Le misure antidumping aiuteranno l'affermarsi e il rivitalizzarsi delle industrie e degli installatori europei, che fanno prodotti e impianti di qualità. Credo che, con tutta probabilità, i prezzi cinesi si avvicineranno a quelli europei. Ci sarà un riallineamento, con un piccolo ribasso dei prezzi europei e un rialzo di quelli cinesi".

Roberta Ragni

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