Menu

terremoti antisismicità

Terremoti: a seguito dei drammatici eventi del 24 agosto che hanno devastato il centro Italia, il 15 settembre la Commissione Ambiente ha svolto l’audizione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

Il Ministro ha ricordato che nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismicadel territorio nazionale, basati sull’analisi della probabilità che il territorio possa essere colpito da un evento al di sopra di una soglia di intensità o magnitudo in un certo intervallo di tempo (di solito 50 anni).

In merito alle politiche di prevenzione, Delrio ha comunicato inoltre di aver istituito un Gruppo di Studio per la classificazione del rischio sismico, che ha terminato 3 mesi fa il lavoro preliminare finalizzato all’incentivazione fiscale degli interventi.

Il nostro Paese continua comunque ad interrogarsi su cosa fare per contenere i disastri che si stanno facendo via via più frequenti, e che gli scienziati sostengono siano destinati a peggiorare senza rapide ed efficaci misure di prevenzione sulla sicurezza degli edifici.

A questo proposito, potrebbe essere utile inserire nelle certificazioni, oltre alla classe energetica, anche l’antismicità? L’abbiamo chiesto ad alcuni esperti del settore.

Alessandro Martelli, Presidente GLIS – Isolamento ed altre Strategie di Progettazione Antisismica e Vice-Presidente Anti-Seismic Systems International Society (ASSISi):

Certamente è utile aggiungere alla certificazioni una che attesti il livello di vulnerabilità sismica, ovvero la capacità di un edificio di reggere ad un terremoto, che dica per esempio se sono stati effettuati gli interventi di manutenzione e di adeguamento sismico. Questo dovrebbe influire anche sul costo dell’abitazione, ed essere quindi un incentivo per le persone, affinchè queste si preoccupino di intervenire sugli immobili.

Tra l’altro considerare l’efficienza energetica separatamente dalla vulnerabilità sismica è controproducente per l’una e per l’altra. Gli interventi di efficienza energetica, infatti, possono implicare l’uso di sistemi vulnerabili alle vibrazioni. Si rischia quindi un danno economico se a causa delle vibrazioni sismiche questi sistemi si deteriorano.

terremoti antisismicità1

Vincenzo Spaziante, Presidente di EuCentre:

La nostra Fondazione si occupa di ingegneria sismica ed è esperta di tutto quello che riguarda questo campo, a partire dal concetto di vulnerabilità sismica, la capacità di resistenza ad un’azione sismica, correlata anche alla posizione dell’edificio, ovvero alla classificazione sismica della zona.

Una classificazione sismica sarebbe non utile, ma di importanza fondamentale al fine di contenere i noti fenomeni di lutti e danni incalcolabili. La questione è già oggetto di discussione, ma è oggetto di resistenze al cambiamento, perché, finchè parliamo di classificazione energetica, l’incidenza dell’appartenenza ad una classe o all’altra non è significativa sul valore degli immobili.

Ben diverso per una classificazione sismica, perché una casa che presenta una forte vulnerabilità di certo non può spuntarla sul mercato, e quindi rischia di essere poi sottopagata. C’è quindi una resistenza anche comprensibile a questa proposta.

Non sta ad EuCentre dire cosa si debba fare. Abbiamo un Parlamento, abbiamo un Governo, abbiamo un sistema decisionale, quindi non sono di certo io a dover dire cosa si deve fare, però che la certificazione sia utilissima per evitare danni e morti, questo sì, lo posso dire.

Penso anche che esista un modo per ridurre la resistenza di cui ho parlato, ovvero favorire programmi di intervento pubblico per chi è proprietario di immobili ad alta vulnerabilità sismica. Questo in realtà già avviene, in quanto da qualche anno viene prorogata una norma per favorire l’adeguamento antisismico.

Tuttavia la norma ha funzionato poco, pochissimo, perché sarebbe utile non concedere le agevolazioni a qualsiasi edificio si trovi in una zona classificata come simicamente pericolosa, ma puntare il massimo delle agevolazioni a chi ha un immobile altamente vulnerabile, correlando classificazione del territorio con vulnerabilità dell’edificio.

È necessario che il nostro Gestore pubblico conosca il problema, si renda conto che c’è e che poi decida, ma non si può ignorarlo. Si deve favorire la riduzione della vulnerabilità sismica degli immobili, senza grandi sacrifici per il bilancio dello Stato, utilizzando in maniera più appropriata le agevolazioni fiscali che già esistono.

terremoti antisismicità2

Fabio Freddi, ingegnere e ricercatore nel campo dell’ingegneria sismica presso la Warwick University (UK) e collaboratore dell’Associazione Ingegneria Sismica Italiana (ISI):

La valutazione della vulnerabilità sismica e la classificazione degli edifici esistenti è uno dei temi in cui ISI ha investito molte energie contribuendo al suo sviluppo ed approfondimento. Lavoriamo in questa direzione dal 2013 e ad oggi abbiamo ottenuto dei risultati importanti avendo contribuito alla redazione delle ‘Linee guida per la classificazione sismica degli edifici’ che sono in attesa di emanazione tramite Decreto Ministeriale.

Tra i tanti vantaggi della‘Classe Sismica’ , il primo è di tipo informativo. Gli inquilini di un immobile devono conoscere la sicurezza dell’abitazione dove vivono. La consapevolezza è il primo passo per la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio: favorisce gli investimenti nella messa in sicurezza, valorizza gli edifici più sicuri e guida il paese verso investimenti adeguati.

Sebbene negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno sforzo da parte delle istituzioni per perseguire una riqualificazione del territorio ed una riduzione del rischio, la sensazione è che sia venuta a mancare una strategia mirata per l’ottimizzazione delle risorse. La Classificazione nasce anche per questo.

Tra i molteplici usi, attraverso una classificazione adeguata è possibile identificare gli edifici più a rischio a cui bisogna dare la priorità per gli interventi, ed è possibile identificare, per ogni singolo edificio, la strategia di adeguamento che minimizza il rapporto costi/benefici, garantendo una migliore e più efficiente distribuzione delle risorse sul territorio.

Inoltre, nel momento in cui ci sarà un certificato sismico ci sarà anche la necessità di formare figure professionali abilitate al loro rilascio, migliorando le competenze e le conoscenze e favorendo la specializzazione dei tecnici in questo settore.

Roberta De Carolis

LEGGI anche:

- Le 100 città del mondo più esposte ai rischi ambientali

- Efficienza Energetica: perché il Fondo Nazionale non viene sbloccato?

GreenBiz.it

Network