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Glifosato danni

Glifosato: la decisione sull’eventuale proroga all’utilizzo è stata rimandata. La seduta del 7-8 marzo è stata dunque una fumata nera. Alcuni paesi dell'UE, tra cui l’Italia, si oppongono al rinnovo e non c’è unanime accordo sul da farsi.

Ricordiamo che la molecola è il pesticida più utilizzato al mondo (l’Italia è uno dei suoi principali consumatori), e, impiegato anche per la pulizia delle strade e delle ferrovie e nei prodotti per il giardinaggio e l’hobbistica, è presente in 750 formulati.

Lo IARC, Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il glifosato ‘cancerogeno probabil È per l’uomo. Di contro l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha ridimensionato molto la valutazione. Quest'ultima è stata tuttavia effettuata con dati da studi forniti dalle stesse multinazionali che producono il glifosato e in molti la ritengono di parte.

Ma quali sono i danni già provocati dal glifosato e i rischi per il futuro? L’abbiamo chiesto alle associazioni di settore.

Vincenzo Vizioli, Presidente AIAB:

Ci sono molti studi scientifici internazionali sugli effetti del glifosate sugli uomini. Il 70% della terra arabile del pianeta è trattato con glifosate, più del 70% del cibo ne contiene tracce. Metà dei cittadini europei non esposti direttamente in agricoltura a loro volta ne hanno traccia nell’urina. Grazie anche al fatto che è ormai diffusa una pratica agricola potenzialmente genocida, l’accelerazione della maturazione del grano attraverso il trattamento del grano in fase di prematurazione con glifosate, per ottenere una più rapida essicazione e trasformazione in farina.

Molti studiosi ritengono che a causa della diffusione e della concentrazione del glifosate stia avvenendo una sperimentazione a carico della specie umana su una scala senza precedenti […].

Ci sono studi che dimostrano la relazione tra aumento dell’uso di glifosato e l’aumento delle diagnosi di autismo, di tumori della tiroide, di morti per malattie intestinali. Sono dimostrate relazioni tra glifosate e i tumori della mammella estrogeno-dipendenti, difetti alla nascita, con i linfomi non Hodgkin, del testicolo e i mielomi. Queste sono le principali e più recenti informazioni sugli effetti dell’erbicida.

La pericolosità del Glifosato per persone, piante e animali è ampliata dal fatto che questo prodotto è largamente utilizzato non solo in agricoltura ma anche per la pulizia delle strade e delle ferrovie e presente nei prodotti per il giardinaggio e l’hobbistica. Anche i bambini possono essere esposti al pericolo del Glifosato durante le erogazioni in aree pubbliche come scuole e giardini.

Inoltre in Italia, secondo il report a cura dell’Ispra, il glifosato risulta essere la sostanza che nelle acque superficiali supera maggiormente i limiti della soglia fissata dalla Legge, insieme al suo metabolita (ossia il prodotto dalla degradazione del Glifosato) di nome Ampa.

Per salvaguardare la salute dei cittadini, bisognerebbe, fino all’acquisizione di prove scientifiche unanimemente condivise, applicare il principio di precauzione, vietandone l’utilizzo e non assegnando più soldi pubblici alle aziende che lo usano. E questa è la posizione che AIAB condivide con tutto il Tavolo delle 34 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica.

I riferimenti scientifici sono disponibili a questo link.

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Daniela Sciarra, Responsabile filiere e politiche alimentari di Legambiente e curatrice del dossier Stop Pesticidi:

La biodiversità agraria e la funzionalità degli agroecosistemi sono aspetti fondamentali per avere un’agricoltura di qualità. La qualità dell’ambiente (di suolo, aria, acqua) può essere messa a rischio da un ricorso eccessivo a pesticidi, ad alcuni diserbanti nonché da metodi di produzione agricola orientati esclusivamente alle alte rese. L’abuso di pesticidi, combinato alle proprietà di queste molecole, ha prodotto una larga contaminazione della vegetazione non bersaglio, dei suoli agricoli, delle risorse irrigue.

Sul terreno i pesticidi e anche il glifosato possono essere dilavati con l’ausilio delle acque irrigue e migrare nei corpi idrici contaminandoli. Ne è evidenza quanto emerge dall’ultimo Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’ISPRA che, per il biennio 2011-2012, ha elaborato i dati relativi a più di 3mila campionature su acque sotterranee e superficiali. Si legge nel rapporto che nelle acque italiane sono state riscontrare ben 175 diverse sostanze, erbicidi in primis, seguiti da fungicidi e insetticidi. Tra le sostanze che hanno superato più frequentemente il limite ammesso c’è il glifosato e il suo metabolita AMPA.

Dove insiste il ricorso al diserbo chimico e in modo prevalente al glifosato, che non si degrada rapidamente e lascia tracce nell’ambiente, si ravvisano effetti indesiderati su un elevato numero di specie, tra cui anche uno dei più importanti insetti impollinatori, le api, su cui esercita variazioni comportamentali e di disorientamento.

Oltre al già conclamato effetto di accelerazione del fenomeno di erosione del suolo, ricercatori indipendenti stanno pubblicando studi che dimostrano l’impatto del glifosato rispetto alla riduzione dell’assorbimento dei nutrienti da parte delle colture, una minore fissazione dell’azoto e una maggiore vulnerabilità delle piante rispetto ad altre malattie, il che si può tradurre in un calo della produttività agricola.

Gli effetti sanitari e ambientali del glifosato vanno monitorati da vicino. Nonostante tali evidenze, a livello europeo, è stato deciso di non adottare alcuna misura cautelativa che vada in questo senso. A livello italiano, nonostante la contrarietà espressa dai ministeri sul rinnovo per i prossimi 15 anni del glifosato, ad oggi, ne è consentito l’uso anche nei Piani di Sviluppo Rurale che dovrebbero indicarci che tipo di agricoltura vogliamo praticare nei prossimi anni sui nostri territori e nell’ambiente in cui viviamo.

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Carlo Triarico, Presidente Associazione Agricoltura Biodinamica:

Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo, presente in ben 750 prodotti nonché il più collegato alle sementi OGM. Importanti studi scientifici hanno dimostrato che i prodotti contenenti glifosato sono mille volte più tossici del solo principio attivo, a causa degli effetti sinergici tra i coadiuvanti dell'erbicida.

In Italia l’ISPRA ha raccolto dati sulla presenza di oltre 175 pesticidi nelle acque, superficiali e sotterranee. Tra le sostanze maggiormente trovate ci sono il glifosato e l’AMPA, un metabolita dello stesso. Questo vuol dire che persone, piante e animali sono costantemente esposte in tanti modi al glifosato e ai prodotti commerciali che lo contengono.

Inoltre l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell'Oms con una nota del 1° marzo ha ribadito che, in base ai risultati di propri studi, effettuati sulla base di "tutte le prove rilevanti disponibili nel pubblico dominio per la revisione scientifica indipendente", il glifosato è un probabile cancerogeno per gli esseri umani.

Tutte ragioni che hanno spinto l’associazione Biodinamica, insieme alla coalizione #stopglifosato, a chiedere che l’Italia ribadisca una posizione netta per mettere al bando questo pericoloso prodotto e a lavorare, anche grazie al rinvio della UE, per convincere altri Paesi membri ad assumere la stessa posizione contraria, osservando così il principio di precauzione, salvaguardando la salute dei cittadini, l’ambiente e la ricchezza della nostra agricoltura di qualità, come quella biologica e biodinamica.

Roberta De Carolis

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