Menu

Biometano2

Il biometano nel nostro Paese è in ritardo: sono passati 7 anni dall’approvazione della Direttiva Europea sulle fonti rinnovabili e ben 5 dal suo recepimento nel nostro ordinamento (DM 5 Dicembre 2013). Ora siamo al completo stallo normativo, che rende praticamente impossibile investire nel settore, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei.

La situazione è oltremodo complessa: sul tema è in corso infatti un’attività di normazione europea, che sta causando questo “impasse”. Il decreto 5 dicembre 2013 del MiSe impone infatti una sorta di “attesa” fino all’attuazione del mandato M/475 (CEN), finalizzato all’adozione a livello europeo di specifiche di qualità del biometano per uso autotrazione e per l’immissione nelle reti del gas naturale.

Di fatto il Ministero ha vietato l’immissione in rete di biometano derivante da biogas da discarica o dalla frazione organica dei rifiuti urbani, “al fine di garantire la salute delle popolazioni e l’ottimale funzionamento degli autoveicoli a metano”, consentendo l’immissione in rete del biometano soltanto a condizione che sia “assolutamente puro”, cosa che non è tecnicamente realizzabile e che infatti non è richiesta negli altri Paesi europei.

A torto o a ragione quindi il nostro Paese è fermo. Cosa dovrebbe fare il Governo per sbloccare l’avvio del settore? L’abbiamo chiesto a diversi rappresentanti della filiera del biometano italiano.

Re Rebadeungo, Presidente assoRinnovabili:

Il biometano è l’ennesimo treno che stiamo per perdere. Siamo alle solite: se la situazione non si sblocca saremo costretti ad importare dall’estero tecnologia e know how sviluppati da altri. Per questo motivo assoRinnovabili ha scritto direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi perché intervenga, sollecitando gli enti coinvolti affinché avviino in tempi brevi un tavolo di lavoro con l’obiettivo di recuperare il ritardo fino ad oggi accumulato, consentendo finalmente l’avvio del settore.

Biometano1

Paolo Vettori, Presidente Assogasmetano:

Il biometano, se opportunamente sviluppato a livello nazionale ed europeo, può giocare un ruolo ancora più efficace sul piano ambientale dello stesso CNG (metano per auto), carburante che si sta imponendo sempre più per le sue caratteristiche energetiche e ambientali, utilizzato per i trasporti leggeri (veicoli), medioleggeri (commerciali) e pesanti (bus, flotte per servizi aziendali).

Il biometano, perfettamente compatibile con il CNG e del quale può già utilizzarne la rete distributiva (circa mille e 100 distributori stradali, 980 mila veicoli, 1 miliardo e 100 milioni di metri cubi/anno di erogato) è un ‘biocarburante avanzato’, utile all’assolvimento della quota d’obbligo di immissione al consumo di biocarburanti.

Se da un lato la soluzione extra rete (carri bombolai o cisterne) è già tecnicamente possibile e nel settore specifico del CNG può già trovare un primo sbocco, occorre comunque arrivare in tempi brevi alla completa definizione delle regole per l’immissione in rete con l’approvazione dei Codici di Rete e la valorizzazione dei CIC (certificati di immissione in consumo biocarburanti).

Sarebbe pertanto quanto mai opportuna una decisa azione del Governo per superare al più presto i residui impedimenti che ancora frenano lo sviluppo di questo carburante, affinché possano finalmente partire gli investimenti, dando ulteriore impulso a questa filiera, con ricadute positive in tema di salvaguardia ambientale, green economy e nuovi posti di lavoro.

Biometano

Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura:

Innanzitutto occorre sottolineare che il collegato ambientale, la legge 13/16, ha confermato l’interesse strategico del nostro Paese per lo sviluppo del biometano inserendolo alla base della crescita delle green community e delle oil free zone. Un’ulteriore spinta quindi per dare avvio alla produzione di biometano unica fonte energetica che è in grado di essere impiegata come combustibile in tutti gli usi energetici, dalla produzione del calore e del freddo a quello dell’energia elettrica, e come carburante nel settore dei trasporti e finanche divenire materia prima per la produzione di biomateriali e biochemicals.

Le biomasse di origine italiana contribuiscono allo sviluppo di un comparto agricolo competitivo e rispettoso dell’ambiente aumentando la fertilità dei terreni, incrementando l’utilizzo dei suoli, riducendo i costi di trattamento degli effluenti zootecnici e dei sottoprodotti della prima lavorazione dei prodotti agricoli.

Non è un caso che alcuni Paesi europei come la Francia abbiano deciso di adottare misure specifiche per lo sviluppo delle agroenergie e in particolare del biometano per il rilancio degli allevamenti. Il quadro regolatorio sul biometano per i trasporti, un biocarburante avanzato la cui produzione si integra perfettamente nell’attività agricola, portando notevoli benefici a livello ambientale, è pressocchè definitivo e si stanno sviluppando le prime iniziative imprenditoriali per utilizzare la rete di metano più capillare d’Europa, che possiede l’Italia.

Ora si sta lavorando per chiudere le procedure tecniche per l’immissione in rete, uno degli ultimi atti per completare il quadro normativo. Sicuramente dall’emanazione del decreto 5 dicembre 2013, che ha definito il quadro regolamentare per l’incentivazione del biometano, è trascorso troppo tempo, ma va anche sottolineato che siamo di fronte ad un settore complesso che richiede varie sinergie sia a livello tecnico normativo sia a livello imprenditoriale per creare reti di imprese anche agroindustriali.

L’Italia deve proseguire su questa strada con sempre più determinazione risolvendo alcuni nodi ancora presenti nel decreto biometano, rendendo maggiormente trasparente il mercato dei certificati di immissione – anche per dare “bancabilità” agli investimenti - e recependo in tempi rapidi le nuove disposizioni europee sui biocarburanti avanzati che privilegiano anche l’utilizzo delle colture di secondo raccolto.

Roberta De Carolis

LEGGI anche:

- Incentivi biometano: ecco le procedure applicative

- Biogas Italy: dall'attuazione del DM sul biometano alla Pac

GreenBiz.it

Network