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salvarelerinnovabili2È un decreto fantasma quello che sta mettendo in subbuglio imprese e lavoratori del settore delle rinnovabili, e in particolare il comparto fotovoltaico, in forte stato d'allarme alla notizia degli ennesimi tagli retroattivi e delle ulteriori tasse che in queste ore si starebbero perpetrando a Palazzo Chigi con assoluta mancanza di trasparenza.

Parliamo del cosiddetto "spalma incentivi", contenuto nella misura che mira a tagliare del 10% i costi della bolletta delle PMI, che causerebbe, se confermato, il licenziamento di almeno 10.000 lavoratori proprio delle Piccole e Medie Imprese che in teoria si vorrebbero aiutare. Ma la retroattività non può essere accettata.

È unanime il grido degli operatori e delle associazioni delle rinnovabili, riunite oggi per la conferenza stampa "No allo spalma incentivi" che si è tenuta alle ore 11.00 presso la sede romana di via Ticino 14. La norma, inoltre, è illegittima, come sottolineato dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, che ha formulato un parere sulla legittimità costituzionale dello "spalma incentivi" obbligatorio.

Ma cosa prevede? Quali danni può creare? E chi è il mandante?

INTERVENTO ANCHE SUGLI ENERGIVORI? - "È stata ridotta l'entità e non si parla più di un taglio secco ma di un 'allungamento' dei tempi", di "spalmatura". Così il sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo ha commentato a margine del convegno del Pd 'L'Ambiente al centro', a proposito del provvedimento.

"C'è assolutamente l'impegno del ministero - osserva Velo - affinché questa operazione sia accompagnata dalla semplificazione delle autorizzazioni e dall'incremento dell'autoconsumo; cose che si potrebbero già inserire nell'iter parlamentare".

Per compensare la minor entrata per gli operatori delle rinnovabili, l'ipotesi allo studio sarebbe quella di un prestito agevolato da parte della Cassa depositi e prestiti.

"Il decreto 'spalma incentivi' è entrato in Cdm in un modo ed ancora non è uscito ma che, nel frattempo, è stato profondamente modificato rispetto al testo iniziale", spiega Velo che ricorda come si parli di "non più di un taglio ma di un allungamento dei tempi". "Siamo riusciti a far si' - aggiunge il sottosegretario - che passasse l'idea di dover intervenire non solo, ed in modo così deciso, sulle rinnovabili ma anche sugli energivori. Tant'è vero che l'intervento sulle rinnovabili è di molto inferiore a quello pensato in precedenza".

ONERI DI SISTEMA - Pietro Pacchione, Chief Operating Officer di Green Utility SpA e membro del consiglio direttivo di Assorinnovabili, ha spiegato in conferenza stampa che le bozze che circolano in questi giorni prevedano il pagamento degli oneri di sistema anche sull'energia autoconsumata dietro al contatore.

Gli oneri generali di sistema si applicherebbero sull'energia elettrica consumata e non prelevata dalla rete, in misura pari al 10% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull'energia prelevata dalla rete, qualora i sistemi accedano ad incentivi statali sull'energia prodotta, e in misura pari al 5% qualora i sistemi non godano di incentivi sull'energia prodotta ed entrino in esercizio dopo il 1° gennaio 2015.

"Siamo molti amaraggiati, abbiamo sempre voluto cercare un compromesso, ma abbiamo visto cambiare atteggiamento. Per questo abbiamo deciso di difenderci e di creare un sito internet, www.salvarelerinnovabili.it, dedicato non solo ai produttori, ma anche a tutti i soggetti vicini al nostro mondo, a cui chiediamo di unirsi alla nostra campagna", ha detto Pacchione.

GB Zorzoli del Coordinamento Free aggiunge:

"Ci siamo mossi con il Mise, abbiamo fatto delle proposte alternative. Per una certa fase abbiamo avuto la sensazione che qualcosa potesse cambiare, ma ora sembra quasi calata una sarracinesca. E sottolineo 'quasi' perché tutti stiamo continuando a muoverci con il massimo spirito di disponibilità e farci carico dei problemi che sussisteno sulla bollette alettrica, anche se per la maggiorparte non rguardano assolutamente le rinnovabili. Da quanto ci risulta, perché di scritto non c'è nulla, si è lontani dall'ipotesi inziale, che prevedeva un contributo pressocché uguale sia da parte del fotovoltaico che da altri balzelli (energivori, Ferrovie dello Stato, decommissioning, ecc.)".

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LA MANO DELLE FOSSILI E LA SPERANZA - Nonostante il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, il testo, di fatto, ancora non c'è, anche se circolano delle bozze. Questo vuol dire, soprattutto, che il Governo è ancora in tempo per evitare il colpo di grazia a imprese che portano vantaggi economici, ambientali e dal punto di vista della sicurezza energetica. Che senso ha, d'altronde, far crescere una filiera e poi affossarla?

Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, esponenti di Green Italia, avevano commentato:

"Lo 'sconticino' del 10% sulla bolletta elettrica annunciato dal premier Renzi e dal ministro Guidi per le piccole e medie imprese equivale a un intervento che pesa per l'1 x 1000 del totale dei ricavi, ma lo si vuole ottenere stritolando economicamente il settore delle rinnovabili, composto proprio da migliaia di PMI. Chi ci guadagnerà con questo provvedimento sarà l'energia fossile, che continua a godere di insopportabili sostegni diretti e indiretti, mentre chi ha deciso di fare impresa puntando su innovazione ed energia pulita vede il terreno franare sotto i piedi. Il ministro Guidi si è messa nella scia dei suoi predecessori al Ministero dello Sviluppo economico, che hanno sostanzialmente assunto la guida di un Ministero dell'Energia Fossile, con l'obiettivo di far credere che i nostri mari possano essere come il Mar del Nord, quando gli stessi dati in mano al Mise ci dicono che gli idrocarburi in Italia sono relativamente pochi e non attiverebbero nessun grande ciclo economico,al contrario di quanto ha fatto il settore delle rinnovabili negli ultimi anni".

Gianni Girotto, Capogruppo M5S X Commissione Industria Senato, ribadisce che le fonti energetiche rinnovabili non sono solamente un onere ma, viceversa, hanno contribuito notevolmente alla riduzione dei costi dell'energia elettrica con la forte diminuzione del prezzo all'ingrosso, dimezzato negli ultimi anni, alla riduzione dei costi di approvvigionamento dall'estero (6 miliardi di euro risparmiati nell'importazione del gas) e sostenendo fortemente tutto l'indotto produttivo che ruota in questo settore fortemente innovativo con la creazione di migliaia di nuove imprese ed occupati [...].

"Consigliamo a Renzi di abbassare l'accetta, di non imporre il suo potere al parlamento ma di confrontarsi ed ascoltare quanto nella Commissione è stato per fatto per evitare di distruggere un settore che in questo momento di forte crisi economica è decisivo per la ripresa e l'occupazione", dice Girotto.

#SALVARELERINNOVABILI - D'altronde, il provvedimento è solo l'ultimo di una lunga serie di modifiche regolatorie che hanno interessato il settore fotovoltaico con un forte impatto (assorinnovabili ne conta 8). Il SolarExpo ha mostrato lo stato di sofferenza in cui versa il settore, rendendo lampante ciò che ormai è tristemente noto da tempo: nel nostro Paese manca una strategia coerente e a lungo termine sulle fonti pulite. O, forse, la strategia c'è, ed è proprio quella di distruggerle... Non è detta, comunque, l'ultima parola. Ed entro 48 ore lo sapremo.

Per aderire alla campagna #Salvarelerinnovabili clicca qui

Roberta Ragni

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