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immagineIl nuovo spalma incentivi non piace affatto. Questa è una certezza emersa in occasione di SolarExpo e ribadita da assoRinnovabili, che rappresenta gran parte delle associazioni del settore. A preoccupare sono soprattutto la retroattività e l'obbligatorietà di queste misure, che andrebbero a colpire al cuore le energie pulite.

Volto a raggiungere l'obiettivo di riduzione delle bollette del 10%, lo spalma incentivi andrebbe però a gravare su chi produce energia pulita, con esiti potenzialmente “disastrosi”. Secondo assoRinnovabili il Governo avrebbe tanto da perdere e poco da guadagnare se le nuove regole diventassero realtà.

A partire dal pessimo ritorno d'immagine e dalla perdita di credibilità poiché, secondo l'associazione, verrebbero minati i principi dello stato di diritto e della Costituzione. Ma il problema avrebbe risonanza anche a livello internazionale, provocando una battuta d’arresto nel riposizionamento dell'Italia nell’Unione Europea, che a lungo ha mostrato la propria avversione contro norme di questo tipo.

E gli investitori che hanno fatto affidamento su contratti certi firmati con un'azienda dello Stato Italiano, il Gse? La prima conseguenza sarebbe il congelamento di tutti i progetti di sviluppo nel nostro paese e il boicottaggio del piano infrastrutturale. Danni anche nel sistema del credito con il conseguente rallentamento della ripresa economica italiana.

Negativi anche gli effetti sull'occupazione visto che gran parte degli operatori del settore delle rinnovabili difficilmente riuscirebbe a sopravvivere a tali condizioni, rischiando seriamente il fallimento.

Già solo l'intenzione del Governo sta provocando forti contraccolpi nel sistema creditizio che ha “congelato” i nuovi finanziamenti. Il settore è dunque a rischio paralisi con ripercussioni occupazionali che coinvolgono i circa 100.000 addetti del fotovoltaico, ma anche per le casse dello Stato, che potrebbero rinunciare a entrate fiscali per oltre 600 milioni di euro, spiega l'associazione.

Per cercare di aprire una breccia e trovare un'occasione di dialogo e confronto, come avevano anticipato già la settimana a GreenBiz.it alcune fonti di settore, assoRinnovabili ha avviato con il Mise un tavolo di confronto in cui verranno analizzate le varie soluzioni alternative che consentirebbero al Governo di raggiungere l'obiettivo di riduzione del costo dell'energia elettrica per le PMI, ma senza mettere in ginocchio il settore.

L'obiettivo del Governo di ridurre le bollette elettriche è già stato ottenuto proprio grazie alle fonti rinnovabili, che nell’ultimo anno e mezzo hanno fatto diminuire il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso da 70 a 45 €/MWh per un risparmio complessivo compreso tra 7 e 8 miliardi di euro. Se le PMI e i cittadini non hanno ancora ottenuto questi benefici non è certo responsabilità delle rinnovabili,ha detto il presidente di assoRinnovabili Re Rebaudengo.

Anche a Solarexpo quello del nuovo spalma incentivi è stato un argomento caldo. Sulla questione abbiamo sentito a Milano anche i rappresentati del settore, a partire dallo stesso presidente Rebaudengo:

Averaldo Farri, Direttore vendite globali Abb Solar, già aveva ribadito che i rischi riguardano in primis la credibilità di tutto il settore, ma anche i finanziamenti: