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immagineInnalzamento degli obiettivi di raccolta, di recupero e di riciclaggio, al via l'uno contro zero, unificazione normativa Raee in un unico corpo, progressiva estensione degli effetti delle disposizioni a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche, e sin da subito ai pannelli fotovoltaici, prima non previsti.

Sono queste le principali novità del testo che recepisce la Direttiva europea sui Raee.

Ma cosa manca nel nuovo testo di recepimento?

Luciano Teli, Direttore consorzio ecoR'it:

Manca purtroppo ogni riferimento alle semplificazioni per i distributori di RAEE professionali, così come per i Centri di Assistenza Tecnica. Più in generale, pare molto sottovalutato (anche in sede di definizione delle apparecchiature c.d. "Dual Use") il mondo quasi del tutto silente dei RAEE utilizzati da operatori professionali che invero, per quantità e "qualità" del rifiuto prodotto, potrebbe essere fondamentale per raggiungere gli ambiziosi nuovi obiettivi quantitativi (tassi di raccolta) e qualitativi (percentuali di recupero).

Fabrizio Longoni, Direttore Generale del Centro di Coordinamento RAEE:

Dal punto di vista formale il Decreto rispetta in modo piuttosto fedele i principi contenuti nella Direttiva. Nella sostanza, il contesto italiano prevede che le modalità operative di gestione siano definite da una serie di accordi tra il Centro di Coordinamento RAEE, l'ANCI, e le associazioni della Distribuzione e delle aziende di trattamento. Con la stipula di quegli accordi si completerà a pieno il rinnovamento della gestione dei RAEE in Italia. Poi ci saremmo aspettati qualcosa di più per tradurre in legge le garanzie sulla qualità ambientale del trattamento, considerato che in Italia il sistema di verifiche implementato dal CdC RAEE è all'avanguardia in Europa.

Alberto Canni Ferrari, Country General Manager di ERP Italia:

Siamo soddisfatti sui tempi di recepimento della nuova Direttiva, l'Italia è stata tra i primi stati membri ad attuarla e questo risultato dimostra il forte interesse delle istituzioni al tema della tutela ambientale. Il Decreto porta significative novità, soprattutto per i sistemi collettivi, che dovranno confrontarsi con nuovi vincoli normativi come l'introduzione dello statuto tipo, che ci auguriamo possa preservare le caratteristiche peculiari di ciascun sistema collettivo, garantendo quindi il giusto livello di concorrenza nel settore, pur nell'ottica di una maggiore regolamentazione sulla qualità del trattamento dei RAEE. ERP Italia confida appieno nell'operato del Ministero e offre la massima collaborazione per supportarlo nel completamento del testo, affinché si istituisca un mercato sempre più regolamentato e virtuoso.

Roberta Ragni

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