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emissioni co2Emissioni di Co2, inquinamento e rinnovabili. L’Italia si impegnerà a centrare gli obiettivi climatici europei per il 2030 e ad allinearsi ai target da raggiungere per quanto riguarda le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Le proposte verranno formulate domani dalla Commissione Europea.

Si tratta di novità che decideranno lo stato in cui si troverà il continente europeo nei prossimi 15 anni, sia dal punto di vista ambientale che economico. Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sottolinea la doppia valenza della proposta di un taglio del 40% delle emissioni di Co2 rispetto al 1990, in pieno accordo con le indicazioni della comunità scientifica.

Aderendo al taglio delle emissioni, Italia e Europa potranno dare un segnale forte in vista di un accordo mondiale sul clima da formulare nel 2015. Inoltre, il taglio delle emissioni potrà accelerare il processo di decarbonizzazione già in atto in Europa.

La posizione di Orlando è chiara. Per sottolinearla, il ministro ha firmato negli scorsi giorni una lettera indirizzata alla Commissione Europea, insieme ai ministri dell’Ambiente di Francia. Germania e Regno Unito, a cui si sono unite anche Olanda e Spagna. Si è così creato un fronte comune europeo che vede sulla stessa linea le maggiori economie UE. Il dibattito in sede europea riguarderà anche il risparmio energetico e le energie rinnovabili, con gli impegni da intraprendere su entrambi i fronti.

Nei giorni scorsi, le associazioni ambientaliste italiane - tra cui Legambiente e Greenpeace - avevano espresso il proprio pieno sostegno alla necessità di fissare obiettivi ambiziosi e vincolanti per il taglio delle Co2 e sul fronte delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Lo scorso 16 gennaio le associazioni hanno inviato una lettera in proposito proprio al ministro Orlando e ad Enrico Letta, rimarcando che “quasi la metà della riduzione delle emissioni di CO2 in UE sia stata ottenuta proprio grazie allo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili".

La presa di posizione di Orlando è stata accolta in modo favorevole da Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e dagli altri esponenti di Green Italia: “La posizione del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che insieme ai suoi colleghi tedesco, inglese e francese, ha chiesto formalmente che l’Unione Europea fissi al 40% il taglio delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, è un segnale importante e prezioso di consapevolezza. Questo il commento alla lettera indirizzata alla Commissione Europea dai ministri dell’Ambiente dei principali Paesi UE, in cui si chiede che l’Europa rafforzi l’impegno a difesa del clima e a favore di una più rapida transizione dal modello energetico basato sulle fonti fossili a quello fondato su efficienza ed energie pulite.

Dal taglio delle emissioni inquinanti potrebbero trarre vantaggio sia le aziende che la green economy, come ha sottolineato Pietro Colucci, Presidente del Gruppo Sostenya, ex Presidente di Assoambiente e co-fondatore della Fondazione Sviluppo Sostenibile: “L’aspetto più interessante per le imprese italiane dell’innalzamento dei limiti alle emissioni proposto da Francia, Germania e Regno Unito entro il 2020 è la grande opportunità di rilancio degli investimenti e di ammodernamento di impianti e patrimonio immobiliare che senza imposizione dall’Europa resterebbero tali per anni e anni”.

A suo parere, la polemica sulla Co2 è ormai obsoleta, dunque fa bene il ministro Orlando a proporre di raddoppiare il numero di quote gratuite di certificati verdi per alleggerire il peso del nuovo obiettivo da raggiungere per i grandi emettitori. Le aziende italiane dovrebbero saper cogliere una simile svolta epocale dal lato green, rafforzandosi proprio dal punto di vista del rispetto dell’ambiente e rinnovandosi per rimanere al passo con l’Europa.

Marta Albè

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