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gestione sostanze chimicheGestione sicura delle sostanze chimiche. Se ne è occupata la 4° Conferenza REACH, che ha stilato bilanci e prospettive in proposito. Il regolamento REACH (CE n. 1907/2006) prevede strumenti di gestione del rischio per sostanze estremamente preoccupanti, come quelle cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione.

Dalla sua entrata in vigore, avvenuta nel 2007, sono state registrate all’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA) circa 11 mila sostanze delle oltre 50 mila che secondo le attuali stime dovranno essere registrate entro il 2018, secondo i dati comunicati dall’Ispra.

Le imprese che producono o importano sostanze dall’Unione Europea dovranno adempiere alla registrazione delle sostanze. Per essere immesse sul mercato, le sostanze chimiche devono essere corredate delle informazioni e degli studi necessari ad attestarne la sicurezza per uomo e ambiente.

Il regolamento REACH si occupa inoltre delle sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) e degli interferenti endocrini. Si tratta di un insieme di sostanze che potranno essere autorizzate solo per usi specifici e controllati. Ne sono state identificate fino ad oggi 144, ora incluse in una lista come candidate per l’eventuale autorizzazione e la graduale sostituzione con alternative non pericolose.

I presenti dati sono stati presentati in occasione della conferenza REACH, che si è svolta oggi, lunedì 16 dicembre 2013, a Roma. All’evento sono intervenuti i Ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico, rappresentanti della Commissione europea e dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), delle Regioni, dell’ISPRA, dell’Istituto Superiore di Sanità e delle associazioni delle imprese e dei consumatori.

Tra i temi trattati troviamo anche l’informazione dei cittadini sui rischi delle sostanze chimiche. Sarà presto disponibile per il pubblico il più ampio database mondiale sulle sostanze chimiche, nel pieno rispetto del diritto dei consumatori di conoscere la presenza di sostanze estremamente preoccupanti negli articoli acquistati. Un’eventualità che potrebbe condurre le aziende a scelte più innocue per quanto riguarda la formulazione e la composizione dei prodotti proposti.

Proprio per quanto riguarda l’industria, sono state esaminate le criticità del regolamento per le imprese utilizzatrici di sostanze chimiche, nonché le misure che nel breve periodo produrranno un impatto crescente sulle imprese, in termini di sostituzione delle sostanze, Sono più di 100 mila le micro, piccole e medie imprese italiane coinvolte, secondo i dati comunicati dall’Ispra.

Nel corso della Conferenza è stato trattato il sistema di vigilanza per garantire la sicurezza dei prodotti chimici messo in atto sulla base degli indirizzi dell’ECHA. Sono state, infine, illustrate le interazioni fra REACH e altre normative di settore riguardanti gli articoli e il sistema di allerta RAPEX sulle segnalazione degli articoli non conformi o pericolosi in UE.

Marta Albè

GreenBiz.it

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