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green italiaMettere l'ecologia nel cuore della politica e offrire agli elettori italiani un'altra scelta da quelle oggi disponibili, la scelta di un progetto politico fondato sull'idea di un "green new deal" per l'Italia. È questo l'obiettivo di Green Italia, un nuovo partito ecologista presentato pochi giorni fa presso l'auditorium Maxxi di Roma e nato dalle ceneri dell'ex partito dei Verdi.


I senatori ambientalisti esclusi dal PD hanno chiamato a sé rappresentanti dell'imprenditoria verde e dell'associazionismo, persone con radici politiche assai diverse, per provare a rilanciare in politica l'ambientalismo, sotto il degno del Green New Deal, la grande riforma del modo di vedere ed affrontare concretamente i problemi ambientali e della sostenibilità in Italia.

"Green Italia – ha affermato Roberto Della Seta nel corso del suo intervento – è un azzardo necessario. Dobbiamo convincere i cittadini, e prima ancora la politica, che difendere l'ambiente è tutt'uno con la prospettiva di benessere oggi più vera e concreta. Serve a creare lavoro, a combattere ingiustizie, a guarire l'Italia dalla sua 'depressione'".

Per Fabio Granata, Green Italia "non è una rifondazione verde. È un progetto politico legato alle specificità italiane, ovvero la bellezza e lo spirito innovativo. La trasversalità riguarda il passato, perché sul futuro con chi affronta questa avventura di Green Italia abbiamo identica visione". Come ha detto Monica Frassoni, copresidente del "Green European Party", "è necessario un soggetto che fa dell'ecologia politica, di un 'green new deal' il centro della sua azione non perché si cerchi un nuovo contenitore, ma perché riteniamo che senza una trasformazione in 'verdÈ dell'attività economica e dell'organizzazione sociale non si esce dalla crisi, non si cambia l'Italia, non si contribuisce a rilanciare un sogno europeo oggi in panne".

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, anche Angelo Bonelli ed Ermete Realacci. Per quest'ultimo, "gli spazi culturali e politici per i temi incentrati sull'ambiente e la green economy sono sicuramente vasti, occorrerà valutare quanto lo siano gli spazi elettorali. Comunque non c'è dubbio che nella politica italiana questa chiave sia oggi pochissimo rappresentata e debba avere molto più spazio".

"Green Italia – ha concluso Francesco Ferrante – costituisce oggi il suo comitato promotore, che avrà come compiti raccogliere idee e contribuiti per il programma e avviare il radicamento territoriale, con gruppi di lavoro regionali che organizzeranno appuntamenti locali. Entro fine anno terremo l'assemblea costituente di un soggetto politico vero e proprio, leggero e innovativo ma deciso a pesare nella competizione per il consenso degli italiani".

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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