Menu

eternitSono 18 gli anni di reclusione inflitti al magnate svizzero Stephan Schmidheiny, imputato nel processo d'appello a Torino per il caso Eternit. È la sentenza emessa dai giudici, seguente a quella di primo grado che lo aveva invece condannato a 16 anni.

Il processo era iniziato nel 2009. L'accusa era relativa al decesso di numerosi operai delle fabbriche Eternit di Casale Monferrato. La morte era stata provocata dal mesotelioma, una neoplasia che si sviluppa nei polmoni. Insieme a Schmidheiny, fu accusato anche il barone belga Louis De Cartier, recentemente scomparso e per cui la Corte ha deciso il non luogo a procedere.

"Una sentenza esemplare che restituisce giustizia a migliaia di persone e famiglie che hanno sopportato e sopportano ancora un vero calvario", ha commentato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. "Speriamo che anche il terzo grado di giudizio confermi questa sentenza perché il caso italiano sia ora d'esempio e faccia giurisprudenza nel mondo, soprattutto nei Paesi dove l'amianto continua ad essere estratto e lavorato e continua silenziosamente a mietere vittime".

Una sentenza che estende la responsabilità dell'imputato anche alle vittime che si ebbero a Bagnoli e a Rubiera. Esclusi dal verdetto finale, i fatti commessi nel periodo compreso dal 1966 al 1976.

Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta si è costituita parte civile al processo. Viva la soddisfazione manifestata dai rappresentanti presenti alla lettura della sentenza del processo. "Questa sentenza è sicuramente un risultato storico per la tutela dei lavoratori ma anche per la salute dei cittadini che ancora oggi, spesso inconsapevolmente, sono esposti al rischio amianto", ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta.

Ogni anno, infatti, sono numerose le vittime per le patologie provocate dall'eternit. Un'eredità pesante che il nostro paese non può certo vantare. Si pensi alle varie forme in cui l'amianto compare nelle coperture di edifici privati, stabilimenti ed edifici pubblici come scuole ed altri immobili. Al momento, i dati sanitari informano che, in Italia, gli effetti dell'esposizione all'amianto stanno crescendo. E lo faranno sensibilmente fino al 2020. E, con ogni probabilità, se le bonifiche non dovessero venire avviate, i casi di decesso potrebbero aumentare fino a raggiungere alcune decine di migliaia solo nei prossimi anni.

Federica Vitale

Leggi anche:

- Processo Eternit: condannati a 16 anni i due manager degli stabilimenti di amianto

- Amianto: 6mila malati in soli 4 anni. Ma la battaglia continua

GreenBiz.it

Network