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zuckerberg trivellazioni facebook - fonte foto: slashgear.com Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook, nel corso degli ultimi mesi aveva guadagnato il supporto dei cittadini statunitensi più attenti alle tematiche ambientali e sociali. Ora gli ambientalisti insorgono contro l'associazione a scopo benefico da lui fondata, in quanto essa supporterebbe non soltanto le riforme legate all'immigrazione, all'istruzione ed alla ricerca scientifica, ma anche petrolieri e trivellazioni.

I nuovi spot pubblicitari legati alla fondazione, che prende il nome di Fwd.us, non supportano nessuna causa sociale benefica, bensì il maxi oleodotto denominato Keystone XL, per il trasporto di petrolio dal Canada agli Stati Uniti, ed altre attività correlate alla ricerca di petrolio ed alle trivellazioni. Si tratta di una direzione che certamente non è stata apprezzata da parte degli ambientalisti statunitensi, che ora potrebbero trasformarsi nei peggiori nemici di Zuckerberg.

Per quanto riguarda gli annunci pubblicitari sotto accusa, il primo di essi si è rivelato in supporto a Lindsay Graham, con un elogio al senatore per il suo sostegno a Keystone XL e per aver promosso le trivellazioni. Il secondo annuncio pubblicitario supporta il senatore Mark Begich ed elogia il suo impegno per l'apertura dell'Arctic National Wildlife Refuge - in Alaska - per l'espansione delle trivellazioni in una così tanto delicata zona del pianeta.

Numerosi politici ed ambientalisti si sono espressi contro le campagne supportate da parte di Zuckerberg e soci. CREDO Mobile ha deciso di dare vita ad una petizione rivolta a Zuckerberg e contenente la richiesta di rinunciare a simili annunci. La petizione ha raccolto 18 mila firme, basandosi sul fatto che gli utenti di Facebook necessitino di sapere come Zuckerberg abbia deciso di impiegare parte della fortuna milionaria accumulata, cioè nel finanziare la propaganda a favore dell'oleodotto Keystone XL.

CREDO Mobile si è inoltre occupata di realizzare un annuncio online per chiedere a Zuckerberg di fermare il proprio supporto all'oleodotto, ma la sua pubblicazione su Facebook è stata vietata, per via della presenza di un'immagine dello stesso co-fondatore del social network all'interno di esso, che avrebbe potuto risultare fuorviante per i lettori, i quali avrebbero potuto scambiare lo spot per un messaggio rivolto direttamente a loro da parte di Facebook o dello stesso Zuckerberg.

Marta Albè

GreenBiz.it

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