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ogm L'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha giudicato inattendibili i dati emersi dallo studio del professor Séralini, poiché ritenuto "non scientificamente sufficiente a dimostrare che il mais gm NK603, prodotto dalla Monsanto, sia cancerogeno".

In pratica, l'Efsa contesterebbe le pratiche e la metodologia della ricerca, che non sarebbero accettabili per la comunità internazionale.

"L'Autorità europea per la sicurezza alimentare è giunta alla conclusione che un recente articolo che menziona l'esistenza di timori circa la potenziale tossicità del mais geneticamente modificato NK603 e di un erbicida contenente glifosato non ha una qualità scientifica tale da essere considerato valido ai fini di una valutazione del rischio". In questo modo si esprime l'Efsa riguardo lo studio che, solo qualche settimana fa, aveva teorizzato una possibile correlazione tra un particolare tipo di mais geneticamente modificato e un aumento di cancro nei ratti.

In particolare, sono numerosi i dubbi che scaturiscono da questo tipo di studio e che non lo renderebbero attendibile. Il primo punto oscuro riguarda la selezione dei ratti utilizzati per gli esperimenti. La scelta, infatti, è caduta su un ceppo incline a sviluppare autonomamente tumori durante la loro vita. Per tale motivo, non è ben chiaro se l'aumento di tumori sia dovuto all'assunzione di prodotti Ogm o sarebbe comunque avvenuto a causa delle caratteristiche biologiche dei topi.

Secondo l'Efsa, errata sarebbe anche la gestione di controllo dei topi che non avrebbero dovuto essere alimentati con il mais Ogm; e insufficiente è stato il numero di ratti impiegati.

L'autorità europea ha, quindi, chiesto al team di ricerca di fornire ulteriori rapporti riguardo gli esperimenti effettuati in laboratorio. I dati, tuttavia, saranno oggetto del secondo step di valutazione definitiva al quale verrà sottoposto lo studio alla fine di ottobre.

Occorre precisare che anche la Germania aveva respinto questa ricerca. Il Federal Institute for Risk Assessment aveva bocciato la metodologia Séralini riguardo la raccolta e presentazione dei dati.

"Prendere in considerazione i possibili effetti a lungo termine degli Ogm è stato, e continuerà ad essere, un elemento centrale del lavoro dell'Efsa per proteggere animali, uomini e ambiente" conclude l'Efsa.

Federica Vitale

GreenBiz.it

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