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www_Continua la battaglia di Greenpeace contro la Volkswagen. Dopo l'occupazione, da parte dell'associazione ambientalista, di più di sessanta concessionarie della casa automobilistica sparse in Europa, ecco arrivare la notizi di un nuova mossa. Oggi attivisti di Greenpeace hanno aperto uno striscione di 400 metri quadri sopra l’ingresso del Salone Internazionale dell’Auto di Francoforte. Sullo striscione si legge “Volkswagen non è Up! to date – Distruzione del clima made in Germany”. Lo slogan degli ambientalisti fa riferimento alle pessime performance ambientali della “Up” , il nuovo modello che la casa automobilistica tedesca presenta in questi giorni.

Greenpeace denuncia la condotta contraddittoria di Volkswagen: dispone di buone tecnologie per l’efficienza nei consumi di carburanti, ma le usa per equipaggiare solo una piccola parte della sua gamma di veicoli, con costi aggiuntivi proibitivi per gli acquirenti. Tutto ciò vale anche per la “Up”, la nuova piccola compatta sulla quale scommette il colosso tedesco.

"La Up non è altro che uno specchietto per le allodole ed è, a tutti gli effetti, l’ennesima occasione mancata per Volkswagen. L’azienda tedesca dovrebbe guidare l’evoluzione del mercato, stabilendo primati per quanto riguarda la salvaguardia del clima e, quindi, per la riduzione dei consumi. Pubblicizzare la Up come una autovettura innovativa in tal senso è semplicemente grottesco” ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

Nella sua versione base la Up utilizza oltre quattro litri e mezzo di benzina per percorrere cento chilometri, producendo più di cento grammi di anidride carbonica per chilometro. In confronto, già nel 1998 la Lupo (un veicolo molto più pesante della Up) produceva 78 grammi di CO2 per chilometro. Persino le versioni più efficienti della Golf e della Polo, che pure non brillano per primati ambientali, emettono meno CO2 della Up.

Greenpeace denuncia inoltre l’ intensa azione di lobbying che Volkswagen porta avanti per contrastare l’adozione a livello europeo di target più ambiziosi per la salvaguardia del clima e di standard più severi per l’efficienza dei veicoli. Greenpeace sollecita da mesi un incontro con Volkswagen per discutere di contrasto ai cambiamenti climatici. Al momento l’azienda non ha dato risposte alle richieste dell’associazione.

Per la prima volta nella sua storia Greenpeace rivolge un appello a un’azienda automobilistica in occasione del Salone di Francoforte. La Volkswagen, in quanto primo produttore europeo d’auto – e secondo al mondo – è investita di una particolare responsabilità, rispetto alla quale si dimostra largamente carente. Le macchine vendute in un anno in Europa da Volkswagen producono nel loro ciclo di vita circa sessanta milioni di tonnellate di CO2. Infinitamente di più rispetto a qualunque altra azienda automobilistica. "Nelle sue strategie di comunicazione Volkswagen si presenta come un’azienda amica dell’ambiente e impegnata nella salvaguardia del clima. Ma si tratta solo di un inganno per i consumatori" conclude Boraschi.

Redazione GreenBiz.it

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