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È quello che hanno pensato i promotori dei quattro “cicloporti” nati nell’ambito del progetto “E...state nei parchi”, realizzato dal ministero dell’Ambiente in collaborazione col Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano e di Legambiente Campania. Ma di cosa si tratta, esattamente? I “cicloporti” sono postazioni di bike sharing gratuito strategicamente situate nei porti di Acciaroli, Agnone, Casalvelino, S.Maria e S.Marco di Castellabate. Al servizio possono accedere tutti i turisti che risiedono in strutture ricettive autorizzate del territorio, e che possono così percorrere su due ruote questa zona che unisce la bellezza del mare a quella delle foreste.

L’iniziativa è volta a valorizzare ancora di più il fascino delle coste e delle riserve naturali italiane, mostrando che il nostro Paese può essere all’altezza di un mercato internazionale del turismo dove la richiesta di vacanze sostenibili è in continua crescita. Non a caso, dopo questi due mesi di progetto pilota (i cicloporti saranno attivi fino al 30 settembre), Legambiente ha previsto, per la prossima estate, l’estensione a livello nazionale del progetto.

All’Italia, così densa di cultura, artigianato, storia e produzioni tipiche, non mancano le potenzialità per attirare numerosi cicloturisti provenienti da tutto il mondo. Certo, un turista amante della sostenibilità richiederà alberghi rispettosi dellambiente, parchi ben curati, coste pulite che non siano deturpate dalla speculazione edilizia e dalla cattiva gestione dei rifiuti. Insomma, la sfida è complessa. Ma proprio da qui potrebbe partire una riscossa di quelle parti del territorio, come appunto la Campania, da anni soggette a veri e propri soprusi ambientali che ne stanno rapidamente mettendo a repentaglio le potenzialità.

Il Parco del Cilento, sensibile a queste problematiche, ha organizzato per quest’anno campi di volontariato sui temi della natura e della biodiversità, rivolti ai ragazzi delle scuole medie. La collaborazione con Legambiente ha consentito di arricchire l’iniziativa con percorsi di biologia marina nell'area protetta di S.Maria di Castellabate, per far conoscere, con il seawatching, il patrimonio di biodiversità di questo territorio gestito dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Ed è proprio partendo dall’educazione dei giovani che si pongono le basi per un cambiamento duraturo. Il turismo sostenibile e responsabile valorizza la bellezza del territorio e può contribuire a creare occupazione e sviluppo rispettosi della natura e dell’ambiente.

La diffusione di progetti di cicloturismo su tutto il territorio nazionale, oltre ad arricchire l’offerta turistica italiana, rappresenta una grande opportunità per tutelare la nostra ricchezza naturale e orientare il Paese verso un nuovo modello di turismo a basso impatto ambientale.

Doris Zaccaria

 

È quello che hanno pensato i promotori dei quattro “cicloporti” nati nell’ambito del progetto “E...state nei parchi”, realizzato dal ministero dell’Ambiente in collaborazione col Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano e di Legambiente Campania. Ma di cosa si tratta, esattamente? I “cicloporti” sono postazioni di bike sharing gratuito strategicamente situate nei porti di Acciaroli, Agnone, Casalvelino, S.Maria e S.Marco di Castellabate. Al servizio possono accedere tutti i turisti che risiedono in strutture ricettive autorizzate del territorio, e che possono così percorrere su due ruote questa zona che unisce la bellezza del mare a quella delle foreste.

L’iniziativa è volta a valorizzare ancora di più il fascino delle coste e delle riserve naturali italiane, mostrando che il nostro Paese può essere all’altezza di un mercato internazionale del turismo dove la richiesta di vacanze sostenibili è in continua crescita. Non a caso, dopo questi due mesi di progetto pilota (i cicloporti saranno attivi fino al 30 settembre), Legambiente ha previsto, per la prossima estate, l’estensione a livello nazionale del progetto.

All’Italia, così densa di cultura, artigianato, storia e produzioni tipiche, non mancano le potenzialità per attirare numerosi cicloturisti provenienti da tutto il mondo. Certo, un turista amante della sostenibilità richiederà alberghi rispettosi dellambiente, parchi ben curati, coste pulite che non siano deturpate dalla speculazione edilizia e dalla cattiva gestione dei rifiuti. Insomma, la sfida è complessa. Ma proprio da qui potrebbe partire una riscossa di quelle parti del territorio, come appunto la Campania, da anni soggette a veri e propri soprusi ambientali che ne stanno rapidamente mettendo a repentaglio le potenzialità.

Il Parco del Cilento, sensibile a queste problematiche, ha organizzato per quest’anno campi di volontariato sui temi della natura e della biodiversità, rivolti ai ragazzi delle scuole medie. La collaborazione con Legambiente ha consentito di arricchire l’iniziativa con percorsi di biologia marina nell'area protetta di S.Maria di Castellabate, per far conoscere, con il seawatching, il patrimonio di biodiversità di questo territorio gestito dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Ed è proprio partendo dall’educazione dei giovani che si pongono le basi per un cambiamento duraturo. Il turismo sostenibile e responsabile valorizza la bellezza del territorio e può contribuire a creare occupazione e sviluppo rispettosi della natura e dell’ambiente.

La diffusione di progetti di cicloturismo su tutto il territorio nazionale, oltre ad arricchire l’offerta turistica italiana, rappresenta una grande opportunità per tutelare la nostra ricchezza naturale e orientare il Paese verso un nuovo modello di turismo a basso impatto ambientale.

Doris Zaccaria

 

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