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vittoriocoinVittorio Coin è deceduto ieri dopo un ictus che l’ha colpito il 7 gennaio scorso. Aveva 77 anni. E’ il pronipote del fondatore che ha dato il suo nome ad una catena emblema dell’italianità, nata in un piccolo centro veneziano e oggi presente in 15 Paesi del mondo.

Non era sicuramente un uomo incline alla vita mondana, Vittorio Coin. Vicepresidente del Gruppo Coin e presidente onorario del Comitato Airc del Veneto, è un uomo descritto come molto discreto, impegnato nel sociale e amante dello sport. Soltanto la famiglia era a conoscenza delle sue condizioni dopo l’ictus.

E’ nel 1916 che “nonno” Vittorio Coin ottiene una licenza di ambulante e inizia a vendere tessuti e oggetti di sartoria. I 13 figli animeranno quell’attività finché nel 1927 viene aperto un negozio di tessuti e biancheria a Mirano, poi un altro punto vendita all’ingrosso a Dolo. La vita da ambulanti sostanzialmente termina qui, mentre i punti vendita si moltiplicano. Nel 1939 nasce la SACMA (Società Anonima Commercio Manifatture e Affini), che due anni dopo rileva gli esercizi di Vittorio Coin.

Nel 1942 nasce ufficialmente la Coin spa. Il primo magazzino multipiano viene aperto a Trieste nel 1957. L’idea è quello di un grande spazio su più piani e con vari reparti, non solo di abbigliamento.

coinposter

A Milano Coin sbarca all’inizio degli Anni Sessanta, ma l’intento è sempre quello di sviluppare una presenza in centri piccoli e in periferia. Sempre in quegli anni vengono lanciate le Coinette, primo embrione di OVS - Organizzazione Vendite Speciali, che poi diventerà una società a sé nel 1972. OVS andrà a sostituire gran parte dei magazzini Standa presenti in Italia, di cui acquisisce il settore abbigliamento. Siamo negli Anni Novanta e a questo punto esiste già il Gruppo Coin. Il 1999 è l’anno dello sbarco in Borsa, mentre anche il marchio Upim viene negli Anni Duemila fatto diventare Oviesse e Coin.

Ma Coin non è soltanto un nome noto, è ad esempio il primo grande magazzino italiano a pensare ad una fidelity card per i clienti. Da quando nonno Vittorio sbarcava il lunario vendendo articoli di merceria il tempo è passato veloce.

coinmilano

Non è stato tutto rose e fiori, basti pensare agli scontri interni alla famiglia. Gli stessi Vittorio e Piergiorgio Coin in tempi recenti sono stati protagonisti di vicende in tribunale ben note (Vittorio immaginò che Piergiorgio avesse convocato il Cda per diventare presidente al suo posto), ma poi tutto venne ricucito almeno formalmente perché la nuova generazione potesse portare avanti la tradizione familiare. Quella generazione – Piero, figlio di Vittorio, e Marta, figlia di Piergiorgio – lasciò poi Coin al Fondo Pai (oggi invece fa capo al Fondo BC Partners).

Anna Tita Gallo

 

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