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animali neve terremoto

La situazione nel Centro Italia è molto grave a causa del terremoto e della neve. Da giorni gli allevatori temono per i propri animali che stanno morendo congelati. Servirebbero stalle e rifugi caldi per salvarli. La solidarietà corre sul Web e sui Social.

Dopo le scosse degli ultimi giorni e le abbondanti nevicate si parla ormai di una crisi senza precedenti con una situazione drammatica sia per le persone che vivono nei luoghi colpiti dal sisma sia per gli animali degli allevamenti che per molti abitanti rappresentano l’unica fonte di guadagno.

Dalle associazioni per la difesa degli animali è già giunto un appello ai sindaci per mettere a disposizione delle strutture di accoglienza destinate agli animali dei cittadini che volessero metterli al sicuro.

Per gli allevatori la perdita degli animali rappresenta un danno economico gravissimo. Pensiamo alle persone che non solo non potranno rientrare a breve nelle loro case ma che rischiano di perdere anche l’attività di famiglia.

Purtroppo come spesso accade la burocrazia non fa altro che bloccare o rallentare gli aiuti e di conseguenza solo una piccola parte delle strutture di ricovero per gli animali sono già state realizzate. Ecco che allora mucche, maiali e pecore rischiano di morire per la fame e per il gelo o di rimanere intrappolati in strutture pericolanti.

Dato che gli aiuti ufficiali al momento non riescono a coprire tutte le esigenze per la protezione degli animali, ecco che la solidarietà si sta attivando sul Web soprattutto tramite Facebook dove stanno circolando, grazie alle condivisioni, alcuni messaggi di aiuto per gli allevatori, per i loro animali e per le loro famiglie.

Ecco alcuni esempi di solidarietà dal basso condivisi nelle ultime ore su Facebook a cui speriamo almeno alcuni allevatori, pastori e contadini possano fare riferimento per ricevere aiuto.

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animali allevatori

Dagli utenti del Web arrivano foto drammatiche di animali murati dalla neve. Sono in pericolo e hanno bisogno di soccorso.

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Fonte foto: Martina De Gregoris

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Fonte foto: Coldiretti

La situazione - afferma la Coldiretti - è insostenibile per gli uomini e gli animali che sono rimasti nelle campagne terremotate dove a distanza di 5 mesi dalle prime scosse si registrano pesanti ritardi ed inefficienze burocratiche con le difficoltà che si aggravano con il maltempo. Davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo - continua la Coldiretti - per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori.

Serve un'accelerazione nella realizzazione delle opere per mettere al sicuro animali e uomini che non posso abbandonarli e per questo la Coldiretti sta lavorando sull’ordinanza “azzeraburocrazia” che autorizza finalmente gli allevatori a comprare direttamente tutto ciò che serve per garantire la continuità produttiva delle proprie aziende a fronte di un rimborso pubblico previsto fino al totale delle spese sostenute. 

Marta Albè

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