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bankimoonNon appena Donald Trump ha reso ufficiale la propria candidatura a presidente degli Usa si è parlato di disastro per il Pianeta. E all’indomani della sua elezione il presidente non smette di porsi come sostenitore delle lobby delle fossili e intenzionato a stracciare l’accordo di Parigi. Ma la lotta ai cambiamenti climatici è inarrestabile: a rimarcarlo è il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

“Unstoppable” è la parola che ha utilizzato Ban Ki-moon, dichiarando di sperare che il nuovo presidente abbandoni i piani di smarcarsi dagli impegni presi dal suo predecessore durante la Cop 21 di Parigi. A Marrakesh, dove intanto si lavora per rendere concreti e più vincolanti quegli impegni per limitare le emissioni di gas serra, il segretario generale ha dichiarato: “Ciò che una volta era impensabile ora è diventato inarrestabile”, aggiungendo proprio l’augurio che Trump riveda le sue tesi negazioniste (“i cambiamenti climatici sono una truffa”, diceva).

Tutto questo mentre i ghiacciai si sciolgono e il 2016 si avvia ad essere l’anno più caldo mai registrato, mentre si susseguono inondazioni e siccità che mettono in ginocchio ormai non soltanto i Paesi poveri ma anche quelli che hanno maggiormente contribuito – con le loro emissioni – a determinare la situazione attuale.

E Ban Ki-moon cita i progressi di aziende come General Mills e Kellogg, territori come la California e città come Washington, Nashville e Las Vegas, che lavorando sodo per tagliare le proprie emissioni.

Il segretario generale terminerà il suo mandato dopo 10 anni a fine 2016, questa presa di posizione per smuovere Trump a cambiare idea è simbolo di quanto abbia sempre tentato di spingere perché la lotta ai cambiamenti climatici fosse in testa all’agenda mondiale. Ci poniamo la stessa domanda che tutti si sono posti al termine del mandato presidenziale di Barack Obama, sperando che la risposta sia opposta: il suo successore saprà fare altrettanto?

Anna Tita Gallo

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