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onuratifica1175 Paesi hanno ratificato l’accordo di Parigi nel corso di una cerimonia ufficiale all’Onu. Ma non basta: perché l’accordo della Cop 21 entri in vigore devono passare 30 giorni dopo che almeno 55 Paesi, responsabili del 55% delle emissioni globali di gas serra, depositino gli strumenti di ratifica presso il segretario generale. Solo 15 hanno già compiuto questo step.

“Il mondo avrà raggiunto gli obiettivi necessari all’entrata in vigore dell’accordo di Parigi se tutti i 175 Paesi che hanno firmato oggi intraprenderanno il prossimo passo a livello nazionale e si uniranno all’accordo”, ha infatti dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

15 Paesi hanno già depositato gli strumenti perché l’accordo entri in vigore. Con loro, durante la cerimonia, si è congratulato lo stesso segretario generale. Tra questi, anche piccole isole simbolo delle conseguenze dei cambiamenti climatici già evidenti: Barbados, Belize, Fiji, Grenada, Maldive, Isole Marshall, Mauritius, Nauru, Palau, Palestina, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Samoa, Somalia e Tuvalu. Altri Paesi hanno annunciato piani nazionali per arrivare all’entrata in vigore nel 2016: Australia, Argentina, Camerun, Canada, Cina, Francia, Messico, Filippine, Usa. Altri ancora hanno promesso di impegnarsi al massimo nel lavoro per completare gli ultimi passi e mettere in pratica l’accordo: Brasile, Unione Europea e Russia sono fra questi.

“Sono molto lieto di vedere tutto questo supporto e questa movimentazione politica per far progredire l’accordo. Lo spirito del multilateralismo è molto forte”, ha commentato Ban Ki-moon, che ha fatto notare anche come la presenza di 55 leader mondiali, insieme a leader della società civile e del settore privato, dimostri che il mondo è determinato a prendere posizione.

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Fonte immagini: Onu

Dopo anni di negoziazioni, si è giunti ad un accordo che impone ai Paesi di limitare l’innalzamento della temperatura globale al di sotto di 2 gradi Celsius, con uno sforzo per contenerlo al di sotto di 1,5 gradi. L’accordo è stato raggiunto, ma è anche vero che i Paesi ammettono come al momento questi sforzi non siano sufficienti. Di fatto, per monitorare i progressi, l’accordo prevede meeting ogni 5 anni per valutare se non sia il caso anche di alzare l’asticella degli obiettivi.

“L’era del consumo di risorse senza conseguenze è finita. Dobbiamo intensificare gli sforzi per la decarbonizzazione delle economie. E dobbiamo supportare i Paesi in via di sviluppo in questa transizione. I più poveri e vulnerabili non devo più soffrire un problema che non hanno causato”, ha sottolineato Ban-Ki moon durante la cerimonia.