Menu

g7

Cambiamenti climatici, dal G7 in corso in Baviera arrivano i primi segnali di un accordo volto a contenere l'aumento globale delle temperature entro i 2°C.

A confermarlo è stata Angela Merkel, secondo cui al vertice c'è stato “un chiaro riconoscimento sull'obiettivo del contenimento dell'aumento di due gradi della temperatura globale”. Il nuovo accordo dovrebbe facilitare il raggiungimento dell'accordo sul clima in vista della conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Parigi.

La seconda giornata del G7 in corso ad Elmau, in Baviera, si è aperta con gli attivisti di Greenpeace che hanno proiettato con un laser il messaggio "G7: Go for 100% renewables!" sul massiccio di Zugspitz. Un invito rivolto ai leader mondiali riuniti in Germania.

I sette paesi sono impegnati a passare a un modello economico con un minore impatto climatico globale e a favorire la transizione energetica entro la metà di questo secolo.

g7gp

Ma non sono tutte rose e fiori. Secondo quanto reso noto dal Guardian, una ricerca di Oxfam ha mostrato che cinque dei sette paesi più ricchi del mondo hanno aumentato il loro uso di carbone negli ultimi cinque anni, proprio mentre chiedevano ai paesi poveri di tagliare le emissioni di anidride carbonica per evitare cambiamenti climatici catastrofici.

Gran Bretagna, Germania, Italia, Giappone e Francia hanno bruciato insieme il 16% di carbone in più nel 2013 rispetto al 2009 e hanno in programma di aumentare ulteriormente la costruzione di centrali elettriche a carbone. Solo gli Stati Uniti e il Canada dei paesi del G7 hanno ridotto il consumo di carbone. Gli Usa hanno ridotto il consumo di carbone dell'8% ma per via del fracking.

Il documento ha mostrato che i 200 paesi che si incontreranno nei prossimi mesi in vista dei colloqui sul clima di Parigi hanno centrali a carbone che emettono il doppio delle emissioni dell'intero continente africano ogni anno.

Il risultato, dice Oxfam, sarà che le emissioni di carbone dei paesi del G7 potrebbero costare ai paesi africani oltre 54 miliardi di euro all'anno in costi legati al clima entro il 2080.

Se le centrali del carbone del G7 fossero un paese, sarebbero il quinto più grande emettitore del mondo” rivela il rapporto.

L'accordo sarà davvero così efficace?

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

25 testate si impegnano a portare i cambiamenti climatici in prima pagina (#Parigi2015)

Cambiamenti climatici: picco emissioni in Cina nel 2025

#Parigi2015, -200 giorni: 5 cose da sapere sulla Conferenza sul Clima

GreenBiz.it

Network