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Prosegue il percorso di avvicinamento alla Conferenza di Parigi: sei multinazionali dell'energia chiedono ai Governi del mondo di stabilire regole chiare ed uniformi sulle emissioni, mentre alcune ONG denunciano che, tra gli sponsor della prossima COP21, ci sono alcuni tra i maggiori emettitori mondiali di gas serra.

In vista della Conferenza sul clima di dicembre, sei multinazionali europee dell'energia hanno diffuso una lettera indirizzata ai Governi del mondo e all'Onu, chiedendo più spazio al gas naturale e una regolazione più attenta e standardizzata delle emissioni di anidride carbonica, in modo da ridurre inquinamento e riscaldamento globale.

La lettera congiunta, firmata dall'italiana Eni insieme a British Gas Group, Bp, Royal Dutch Shell, Statoil e Total, chiede "l'introduzione di sistemi di tariffazione delle emissioni di anidride carbonica, creando quadri normativi chiari, stabili e più ambiziosi che possano, alla fine, armonizzare i diversi sistemi nazionali."

"La nostra industria sta affrontando una sfida: occorre soddisfare una maggiore domanda di energia emettendo meno CO2." – recita il documento – "Siamo pronti a rispondere a tale sfida e a fare la nostra parte. Crediamo fermamente che la tariffazione del carbonio scoraggerà le opzioni ad alto tasso di emissioni e ridurrà l'incertezza, stimolando gli investimenti nelle tecnologie a basse emissioni e l'uso delle risorse giuste nei tempi necessari. Ora abbiamo bisogno che i Governi di tutto il mondo forniscano questo quadro regolatorio e crediamo che la nostra presenza al tavolo di discussione sarà utile per delineare un approccio che possa essere pratico e fattibile."

Le sei società ammettono anche che le emissioni scendono meno di quanto dovrebbero e che ciò compromette il contenimento del riscaldamento globale entro i 2° C rispetto ai livelli preindustriali. La lettera sottolinea infatti come "l'attuale tendenza delle emissioni di gas serra sia superiore rispetto a quello che l'Intergovernmental panel on climate change afferma essere necessario per contenere l'aumento della temperatura globale a non più di 2 gradi centigradi."

"Come gruppo di uomini d'impresa, ci siamo riuniti preoccupati per questa sfida - e minaccia – che il cambiamento climatico pone. È necessario che durante il Summit delle Nazioni Unite si esortino i governi a intraprendere un'azione decisiva. Inoltre ci siamo riuniti perché crediamo che tale azione dovrebbe riconoscere al gas naturale e alla tariffazione sul carbonio un ruolo vitale al fine di soddisfare la domanda mondiale di energia in modo più sostenibile."

Nel frattempo, è stata resa nota una prima lista di sponsor della prossima Conferenza di Parigi, che comprende circa venti imprese, tra cui anche Air France, Renault-Nissan e Suez Environment. Secondo le intenzioni del Governo francese, infatti, il settore privato dovrebbe contribuire per il 20% alla copertura delle spese del vertice.

Ma un gruppo di ONG - tra cui Friends of the Earth, Attac France e 350.org - fa notare come la maggior parte di tali sponsor non sia compatibile gli obiettivi della COP21, e in particolare con la lotta alle emissioni e ai cambiamenti climatici. Il timore è che, attraverso canali secondari - quali, appunto, la sponsorizzazione -, gli interessi delle lobby delle fossili possano prevalere, ancora una volta, sulla volontà di tutelare il Pianeta e il suo futuro.

Lisa Vagnozzi

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